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The Cubical – Arise Conglomerate (Halfpenny/Cargo, 2012)

Gustosa terza uscita per questo quintetto di Liverpool sempre pù scollato dalle asperità punx ‘n’ roll degli esordi in favore di una totale e devota fede verso il blues a 360°. Una soluzione alquanto difficile perchè in grado di soddisfare tanto i palati affini a Bob Dylan quanto quelli più avvezzi al Re Inchiostro. E senza mai scadere nello scontato o nel banale! …

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Miss Massive Snowflake – Songs About Music (Wallace/North Pole, 2010)

Mr. De Leon qualcuno di voi se lo ricorderà per i Rollerball, come molti di voi sapranno questo è il suo nuovo gruppo e per chi di voi non lo sapesse ancora i Miss Massive Snowflake sono al secondo album. Qualche avvisaglia del nuovo disco l'avevano già data nel 10" split uscito per la serie Phonometak. Dal primo disco il suono del gruppo si è andato raffinando e da quel che ricordo la formazione si è allargata, e fra gli altri vedo in line up un Bill Horist (ottimo chitarrista sperimentale già in forza ai Rollerball, ai grandissimi Master Musicians Of Bukkake ed altri) ed una serie di altri freakketoni che poi ricompaiono nella sconclusionatezza delle foto interne al digipack.

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Los Fancy Free – Nevergreens Vol. 1 (SiliconCarne, 2008)

Fuori da qualsiasi moda, fuori dal tempo ed inevitabilmente (ed autenticamente) fuori di testa, questo bizzarro quartetto scandinavo/messicano (!!!) propone un freschissimo psych-pop dall'aroma "sixty-floreale" e dagli innesti elettrici al passo coi tempi, ma sempre strizzando l'occhio alle melodie dei primi Doors e Love (Forever Change). Il singolo JaJaJa è irresistibile ed ha un ritornello che ti si avvita nel cervello come un tassello: inevitabile che ci si domandi quanto abbiano influito i Franz Ferdinand piuttosto che gli autentici anni sessanta, ma in fondo, chi se ne importa?

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Princesa – J.P. (Madcap Collective, 2008)

Come dicevamo, in generale quando si parla di Madcap si parla di folk o comunque di canzoni con tutti i crismi della canzone, affrontati in modo diverso a seconda del musicista ma canzone è e resta. A differenza di Rottin, Princesa si trova in ambiti tutt'altro che lo-fi e parlerei di canzoni ben rifinite, smussate e patinate in modo da essere ampiamente fruibili. Depressione che regna sovrana ma anche stralunamento, alla Nick Drake? Anche, ma direi che soprattutto quando le canzoni rimangono sulla ballata morbida, l'eredità sia quella di Arthur Lee o gente del genere, non dico che sia paternità verificata tramite esame del DNA, magari si tratta semplicemente di aver ereditato quel tipo di stile da altri che qualche bel viaggio sui dischi dei Love, dei Beach Boys e altra gente di quel periodo se l'è fatto. …

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