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Punk ‘n’ Rai (seconda parte)

Chi tra i lettori di Sodapop passa i quarant’anni potrebbe ricordare un servizio andato in onda nel novembre del 1979 sulla breve epopea dei Sex Pistols conclusa con la morte di Sid Vicious. La firma è di Michel Pergolani, giornalista, attore e autore allora residente a Londra. In cinque minuti spaccati di immagini di repertorio, la voce di Pergolani bignamizza Rotten e soci: gli esordi, il concerto sul Tamigi, la band in Brasile con il criminale Ronnie Biggs, la morte di Nancy Spungen e quella di Sid Vicious. Al pubblico del primo pomeriggio si riserva un linguaggio piano e sintetico, con qualche caduta di stile (“gli inizi caratterizzati da risse e stravaganze sadomasochiste…”), ma tutto sommato accettabile se analizzato a posteriori.

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Marc Urselli ovvero il fonico di John Zorn, Laurie Anderson, Lou Reed, Eric Clapton…

Negli ultimi anni è apparso con sempre maggiore evidenza quanto sia importane il ruolo del fonico per la riuscita di un buon disco, così anche i non addetti ai lavori pian piano hanno iniziato a riconoscere e ricordare i nomi di Steve Albini, Steve Austin, Bob Weston, Jim O'Rurke, Jack Endino (spesso anche in virtù della loro carriera parallela da musicisti). Anche in Italia due o tre nomi del panorama indipendente sono saltati fuori dal cilindro molto frequentemente, basti pensare a Fabio Magistrali, a David Lenci e recentemente a Giulio Favero (ed ovviamente in questa sede mi limiterò solo al panorama indipendente). In una nazione dove più di metà della popolazione è ben contenta di avere il governo che abbiamo ed in cui la fuga di cervelli è ormai all'ordine del giorno (anche il mio è scappato parecchio tempo fa e devo dire che la mia vita è migliorata di molto), accade che anche altri talenti prendano armi e bagagli e se ne vadano via così com'è successo anche a Marc.

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