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Tag Archives: kevin shea

Talibam! / Matt Nelson / Ron Stabinsky – Hard Vibe (ESP-Disk, 2017)

Quello che si potrebbe definire il duo più funambolico a matto del mondo, ovvero i Talibam!, continua a stupire per come rende personale ogni genere musicale che lambisce: questa volta è il jazz elettrico dei settanta a cadere sotto la loro ironica mannaia sempre accompagnata da grandi qualità performative, corroborate per questo unico lungo e…

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Micah Gaugh Trio – The Blue Fairy Mermaid Princess (Africantape, 2012)

 Jazz, free, songwriting… non vi basta? Bello, bello, bello. Potrei chiudere qui e dirvi di andare a recuperare questo disco, ma forse è il caso quantomeno di presentarvi questo lavoro di un trio costituito da personaggi ben noti nel campo della musica di avanguardia, ricerca, free-jazz di New York e affini. Micah Gaugh alla voce, al piano e al sassofono, Kevin Shea alla batteria e Daniel Bodwell al contrabbasso. È tutta farina del sacco di Micah, che scrive i testi e la musica, e le parti improvvisate ruotano sempre in modo stretto alla struttura dei pezzi.

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Talibam! – 19/10/12 Carmen Town (Brescia)

“Cagata pazzesca” o “merda d’artista”, questi i due poli fra cui mi immaginavo potesse oscillare la versione 2.0 dei Talibam! arrivano in Italia dal vivo dopo la svolta hip-hop, che dai comunicati letti in rete e dai brevi teaser presenti mi aveva dato la netta sensazione del disperato colpo di coda di un gruppo che da tempo ha esaurito idee e risorse. Tuttavia, un po’ per il blasone del gruppo, un po’ nella speranza di essere smentito, sfrutto la più vicina data del loro tour italiano per andare a verificare di persona. …

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Gay Beast – Second Wave (Skin Graft, 2009)

Partiamo dai Devo. La loro Timing X, da Duty Now For The Future, è ripresa per intero dai Gay Beast e riproposta abbastanza fedelmente in coda a White Diamonds, quarta traccia del loro nuovo Second Wave. E le scansioni robotiche dei Devo potrebbero essere un buon paragone, anche se non completamente esaustivo. Le chitarre atonali e la strumentazione usata dal trio, chitarra, tastiera e batteria, fanno pensare ai DNA di Arto Lindsay e Ikue Mori, o più in generale a certi suoni provenienti dalla città di New York sul finire degli anni ’70 e nei primissimi anni ’80.

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