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Tag Archives: jennifer gentle

Love In Elevator – Re Pulsion (Jestrai, 2008)

Sempre ragazze terribili. Ne rimasi favorevolmente impressionato quando aprirono l'ultima calata italica degli Shellac ed evidentemente il palcoscenico è la perfetta dimensione per il duo veneto. Questo lavoro infatti, ben favorito dalle illustri collaborazioni con Giulio Favero e Franz Valente manca di quella personalità indispensabile per farsi notare all'interno di un panorama italico ormai saturo di copie delle copie delle copie. Nessun processo alle intenzioni, ma il rumoroso sound delle Love In Elevator paga pegno alle più o meno note female band degli ultimi anni: su tutti Hole e Daisy Chainsaw. …

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Jennifer Gentle – The Midnight Room (Sub Pop, 2007)

Bisogna mettere un disclaimer. Subito. Non sono un amante delle sonorità psichedeliche. Non ho un background di Pebbles, Nuggets o sixties più o meno off. Non faccio colazione con i Beatles. Non reggo più di dieci minuti del primo disco dei Pink Floyd (nè più di due secondi dei restanti). Eppure pian pianino i Jennifer Gentle mi stanno incominciando ad acchiappare, vuoi per alcuni passaggi catchy di Valende, il disco precedente, che ho sicuramente digerito molto meglio dei primi, vuoi per le sonorità che sto apprezzando soprattutto attraverso le altre loro produzioni, Stop the Wheel e Beatrice Antolini su tutti. Fine del disclaimer.

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Pest Sound – 76 Kilos Laughing (Stuntkite, 2006)

Mi scoccia ripetermi (bugiardo) eppure è strano come a volte un disco formalmente perfetto non arrivi dove dovrebbe. Pest Sound a differenza del richiamo ai "ragazzi da spiaggia" non hanno nulla di surf, nessuna reminiscenza sessanta/settanta stile Jennifer Gentle e tanto meno un suono "vintage".

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Stop The Wheel – Morning (Madcap, 2006)

Amo passare il mio tempo, qualcuno direbbe sprecare, il mio tempo nei negozi dell'usato. E non parlo di dischi. I mercatini, quelli di periferia, quelli dei tipi che svuotano le case, in tutti i sensi, legali e non. Mi piacciono le cose vecchie, quelle che hanno vissuto e non chiedono altro che di vivere "anchora" come diceva la scritta sul vocabolario Castiglioni-Mariotti di Latino. In realtà spero sempre di fare qualche affare incredibile. Trovare qualcosa di inestimabile valore per cinque euro. Ovviamente non ci sono mai riuscito, e la storia di quando ci sono andato più vicino mi pare poco adatta a questo disco, la serberò per un'altra occasione.

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