since 1997, our two cents on indie/punk/post/electronica and more...

Tag Archives: gastr del sol

Above the Tree – Minimal Love (Boring Machines e altre, 2009)

Iniziato un paio di anni fa, il progetto di Matteo Bernacchia alias Above The Tree, intimo fin dal primo ascolto (sarà che le due volte che l'ho visto dal vivo gli spazi erano veramente angusti), arriva alla seconda prova: anche qui, come l'esordio Blue Revenge, la sottrazione e le aggiunte a piccolo dosaggio sono il segreto di una ricetta riuscita, un po' quello che fa Musica Da Cucina ma senza posate, pentole e fornelli (esiste pure uno split dell'anno scorso dei due progetti). Minimal Love si apprezza per il suo navigare non a vista tra minimalimo e avanguardia senza mollare mai le redini di precise radici folk (in Situation N.4 si avverte lo spettro dei Rex così come la cristallina Bunny In Love, sembra rubata dal side project Pullman). …

Read more

Belf/Grubbs/Pilia – Onrushing Cloud (Blue Chopstick, 2010)

Esame di laurea per i nostri due connazionali, Andrea Belfi (ex Rosolina Mar e coinvolto in innumerabili progetti) e Stefano Pilia (¾ Had Been Eliminated, Massimo Volume, Blind Jesus e tanti altri), chiamati da David Grubbs (davvero serve vi dica i gruppi di cui ha fatto parte?) ad affiancarlo in quest'opera a sei mani. Cinque pezzi divisi sulle due facciate di un vinile in tiratura limitata, oppure disponibili in download digitale. …

Read more

Bill Dolan / JBe Split 7″ (Sixgunlover, 2010)

Che se c'è un gruppo che non ho mai capito perchè non è capostipite di una filiazione di dei in terra osannati da stuoli di fan in delirio sono i 5ive Style. Si che erano una delle band divertissement di gente che gravitava lateralmente nel post rock era Tortoise della Windy City, ma, cavolo, erano si e no, su per giù, altresì geniali. A lezione da Fahey come i Gastr Del Sol ma con un tocco da tradizionale Americana che lasciami stare, pop puro e leggero, divertente. Amabile direi.

Read more

Patton – Hellénique Chevaleresque Récital (Matamore/Prohibited, 2009)

Mi ricordavo dei belgi Patton dai tempi di JR For Jaune Rouge, del 2000, spigoloso disco noise decisamente interessante, per cui la sorpresa di ritrovarli dopo ben nove anni con un nuovo disco è davvero tanta. A questa poi si aggiunge il fatto che ascoltando il CD si scopre che il suono del gruppo è radicalmente cambiato. Abbandonate le chitarre elettriche e le rumorose scansioni proto-Schellac, i due fratelli Max e Sam Bodson, sono approdati ad un suono acustico, arricchito di lievi inserti elettronici, certe atmosfere potrebbero ricordare The Books, se non fosse che qui non si gioca tanto su campionamenti e su tecniche di taglia e incolla, che sono completamente assenti, quanto piuttosto su delicati e complessi intrecci di accordi.

Read more
Back to top