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Tag Archives: fucking champs

Deerhoof – The Magic (Clapping, 2016)

Tanto li avevamo amati all’inizio millennio (Milk Man, Friend Opportunity) quanto  detestati in seguito proprio per quel presunto inaridimento creativo attestato anche su queste pagine. Con non poca sorpresa ci troviamo quindi a plaudere questo nuovo lavoro che riporta la band sulla cresta dell’onda. Un powerpop effervescente e trasversale arricchito da chitarre graffianti e mai…

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Stinking Lizaveta – Sacrifice And Bliss (Monotreme, 2009)

Non che sia una novità assoluta il fatto che la 5 Roses curi la promozione per un gruppo "non strictly" indie, anzi, vorrei ricordare che una delle migliori uscite recensite sulle pagine di questa webzine l’anno scorso è stata quella degli svizzeri Equus con uno psichedelicissimo gagliardissimo e finissimo disco (Eutheria). Ora il parallelo potrebbe essere un po’ fuorviante dato che gli Stinking Lizaveta sono molto meno fini, molto più ignoranti e anche meno incisivi degli svizzeri e a dire il vero non fanno neppure lo stesso genere dato che questi sono molto più rockenrolla-stoner.

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Lite – Phantasia (Transduction, 2008)

Prima una precisazione dovuta, visto che a questo punto, dopo aver ascoltato almeno tre uscite della Transduction, ho iniziato a pensare seriamente che sia una delle poche etichette ad occuparsi di math/post-rock con una scuderia veramente interessante, quindi se amate il genere vi consiglierei di dare un orecchio al loro catalogo. Etichetta irlandese e gruppo giapponese, che per la Transduction non è per neppure una cosa inedita dato che aveva già stampato quel bel dischetto Mikabe degli Z (che per altro erano i There Is A Light That Never Goes Out). …

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Capillary Action – Fragments (Pangaea, 2004)

Intitolare un disco frammenti, per poi non stupirsi che la gente si stupisca del suo essere frammentario. Ogni pezzo un genere, ogni pezzo un suono, ogni pezzo un mondo a parte. Deve essere ben ben indeciso il signor Pfeffer , in arte Capillar Action,per mettere insieme tutti questi elementi e chiamarli disco. Un album del tutto strumentale, a tratti ostico e a tratti easy, spesso senza alcuna soluzione di continuità tra i due opposti.

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