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Tag Archives: franklin delano

Bemydelay – Hazy Lights (Boring Machines, 2013)

Dopo le atmosfere eteree e la chitarra in loop di To The Other Side, torna Marcella Riccardi (già in Franklin Delano, Blake/e/e/e e Massimo Volume) con il solo project Bemydelay. I titoli dei due lavori sono già dei preziosi indizi sul contenuto: mentre con il precedente, come accennato, ci si abbandonava a melodie ipnotiche e stratificate in cui la stessa voce veniva posta sullo stesso livello di qualsiasi altro strumento eclettico suonato nelle tracce, in Hazy Lights l’approccio è diverso, i vari accordi effettati, i delay vengono archiviati lasciando spazio ad un suono minimale e scarno, fatto spesso di due – tre laconici accordi.

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Bemydelay – To The Other Side (Boring Machines, 2011)

Ascoltando la prima volta il disco di Bemydelay (al secolo Marcella Riccardi, già Franklin Delano e Blake/E/E/E) mi sono trovato a pensare che fosse il primo disco pop a uscire su Boring Machines. In effetti le cose non stanno proprio così, anche se in confronto a uscite come K11 o Be Invisible Now questa è certamente musica più ascoltabile.

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Blake/e/e/e – Border Radio (Unhip, 2008)

Archiviati i Franklin Delano, Paolo Iocca, anche qui accompagnato da Marcella Riccardi, torna in pista con il nuovo progetto Blake/e/e/e. Non un cambio radicale rispetto alla precedente formazione, quanto piuttosto l’inserimento di nuovi elementi musicali e contaminazioni più marcate. L’album si presenta eterogeneo, privo di una vera e propria continuità tra un pezzo e l’altro. Gli umori variano dal folk a brani praticamente post punk, da pezzi tessuti su inteialature di mandolino a bassi dub. …

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Franklin Delano – Come Home (Ghost, 2006)

Non c'è bisogno di presentazioni, in campo di cantautorato indie rock le quotazioni dei Franklin Delano, già altissime, si riconfermano dopo questo Come Home. Raramente capita di ascoltare un gruppo che fa dei suoi riferimenti e influenze un punto di forza, e che sa perfettamente come condurre e maneggiare un genere musicale. Detto ciò, è ascoltando questa band che il pensiero va subito alle migliori pagine dell'indie rock americano. E' in america (precisamente a Chicago), infatti, che la band bolognese ha registrato e missato l'album, come a conferirgli un imprinting indelebile. …

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