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Tag Archives: don caballero

Plasma Expander – Kimidanzeigen (Wallace, 2009)

Ritornano i rocker sardi e lo fanno con un disco che li vede ancora più raffinati, non tanto nel suono che per quanto compresso si mostra ancora più ruvido rispetto al disco d'esordio, quanto nella scrittura dei pezzi. Il gruppo annovera un ex Bron Y Aur ed in un certo senso ne raccoglie l'eredità dei primi lavori per portarla in un contesto più math-rock. Devo essere onesto, solitamente oltre a sembrarmi un suono trito e ritrito manca sempre di quel qualcosa che faccia staccare da alcuni alfieri anglofoni del genere, ma di tutti i gruppi che ho sentito praticare questi ambiti negli ultimi tempi i Plasma Expander sono senza dubbio fra i più credibili.

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Leg Leg – Manta (Wallace, 2009)

"Ma l'amor mio non muore" e così la Wallace pur sfornando dischi diversi a ripetizione mantiene un suo profilo o forse dovrei dire più un'estetica "rock" ed i Leg Leg si inseriscono perfettamente in questo filone. Più che di rock dovrei parlare di post-math rock, i riferimenti sono i Don Caballero di What Burns Never Returns (mai troppo osannato) i Lustre King o comunque gruppi della My Pal God, Ohio Gold et similia… in pratica non tanto quel suono Touch and Go sempre vagamente storto ma quel post-rock che ha preso il largo da molte formazioni emo ed indie come i Paul Newman.

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That Fucking Tank – Tanknology (Gringo, 2009)

La formula "duo = [batteria + (altro strumento a caso)]", negli ultimi anni ha spopolato, vuoi per i bassi costi di gestione, vuoi perché avviare rapporti con il prossimo e mantenerli e trovare oggidì più di due persone che riescano ad andare d’accordo può essere un’impresa non da poco… Oppure immagino che in due sia tutto più facile, dagli spostamenti in auto con i sedili posteriori coperti di strumentazione alla gestione delle consumazioni omaggio durante i concerti… A partire da gruppi mainstream come White Stripes, a cose più underground come Ruins, Lightning Bolt, Hella, Hanged Up, o per citare qualche italiano G.I. Joe e Bachi Da Pietra,  ce ne sono decine e per tutti i generi. Non che sia un problema, ma semplicemente la constatazione di un dato di fatto, poi se è buona musica uno o trecento non dovrebbe fare differenza, ma ci tenevo a riempire qualche riga in più del solito con dei discorsi campati in aria.

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The Poison Arrows – First Class, And Forever (File Thirteen, 2009)

Bastano pochi istanti per riconoscere la voce, per me inconfondibile, di Justin Sinkovich, a suo tempo frontman degli Atombombpocketknife, autori di un album tra quelli che più ho amato a inizio decennio, God Save The ABPK, del 2001. A fargli da sodali in questo nuovo progetto, Adam Reach alla batteria e soprattutto Pat Morris dei Don Caballero prima versione, ovvero quelli della formazione originale, al basso. Insomma tutto lascia a intendere di un gruppo interessante. E così infatti è.

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