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Cardosanto – Pneuma (Wallace/DreaminGorilla/Rude, 2014)

Torna, grazie alla ristampa ad opera di Wallace, DreaminGorilla e Rude Records, una delle pietre miliari, o più probabilmente la pietra miliare, del math-rock italiano. Pneuma dei Cardosanto uscì nel 2000 per la Freeland (Al tempo casa di Colossamite, White Tornado e Gorge Trio) ma fu consegnato all’oblio dal prematuro scioglimento del gruppo, appena due anni dopo. Il chitarrista Roberto Sassi (che al tempo intervistammo), continuò il suo percorso collaborando con, fra gli altri, MGZ E Le Signore, Anatrofobia e Xabier Iriondo, ma ora che ha ritrovato i suoi due compagni e il progetto torna in pista, è l’occasione di rimettere in circolazione anche la loro unica opera. …

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Child Bite – Vision Crimes (Joyful Noise, 2013)

I Child Bite sono considerati la miglior band live di Detroit. In otto anni di carriera hanno cambiato diverse formazioni – l’unico ‘pezzo originale’ è Shawn Knight, chitarrista lead vocal e fondatore della post-punk band -, sono riusciti a sparar fuori un discreto numero di split, ep e tre album ai quali segue questo che esce anche in combinata con Monomania, formato da materiale dell’anno scorso. E’ roba che taglia questa, pesta i pugni sul tavolo e poi ti mette le mani addosso, è sputata con rabbia eppure sussurrata con la delicatezza che, a volte, ha la disperazione. …

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Micah Gaugh Trio – The Blue Fairy Mermaid Princess (Africantape, 2012)

 Jazz, free, songwriting… non vi basta? Bello, bello, bello. Potrei chiudere qui e dirvi di andare a recuperare questo disco, ma forse è il caso quantomeno di presentarvi questo lavoro di un trio costituito da personaggi ben noti nel campo della musica di avanguardia, ricerca, free-jazz di New York e affini. Micah Gaugh alla voce, al piano e al sassofono, Kevin Shea alla batteria e Daniel Bodwell al contrabbasso. È tutta farina del sacco di Micah, che scrive i testi e la musica, e le parti improvvisate ruotano sempre in modo stretto alla struttura dei pezzi.

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Ed Wood Jr – Silence (Swarm Records, 2011)

"Inspired by Don Caballero, Battles or Monument To Masses", dicono le note stampa che accompagnano Silence e davvero questa recensione potrebbe finire qui. Ma possiamo aggiungere ancora qualcosa: che ci sentiamo qui e là qualche reminescenza hard rock alla Queens Of The Stone Age, e che tutto il CD gode di numerosi aspetti positivi: strutture dei pezzi decisamente compatte ed efficaci, un’ottima produzione, suoni di chitarra molto belli ed un uso dell'elettronica assolutamente calibrato e non scontato.

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