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Robert Lowe: la natura psichica dei licheni

Robert Lowe è recentemente assurto a una pur relativa notorietà grazie alla vicinanza con le doom star Om. In realtà è un musicista di lungo corso, prima come membro dei 90 Day Men (all’attivo tre dischi su Southern all’inizio degli anni duemila), poi come solista, sia a nome proprio che come Lichens, con cui ha inciso una manciata di dischi che combinano ottimamente field recording, psych-folk, suoni acustici ed elettronici. Oltre a questo, è dedito a collaborazioni a 360°, dall’avanguardia al metal, ma non disdegnando nemmeno il quasi mainstream di Get Up Kids e TV On The Radio, con cui ha collaborato in sede live. In Europa al seguito degli Om e per alcune date soliste che culmineranno con l’esibizione al Supersonic Festival di Birmingham, abbiamo approfittato per fargli qualche domanda.

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Iceburn/Ascend/Eagle Twin: la poetica del ghiaccio e del fuoco di Gentry Densley (seconda parte)

Riprendiamo e concludiamo il racconto delle vicende di Gentry Densley e delle sue creature, ripartendo dall’ultimo periodo degli Iceburn, quello più oscuro e arrivando attraverso vari progetti più o meno estemporanei, ai giorni nostri, con le recenti incarnazioni Ascend e gli attivissimi Eagle Twin, freschi di nuovo album.

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Ada-Nuki – S/T (Whosbrain, 2008)

Ada-Nuki propone una formula che potrebbe ormai dirsi classica e consolidata, il duo basso e batteria, arricchendola di voce, effetti e fields recordings. Il disco si compone di solido noise rock miscelato a qualche svarione più progressivo, alternati a momenti in cui si affaccia un'elettronica sfaldata e non melodica. Ruins, Melvins, Dazzling Killmen, Oxbow, tanto per dare qualche vaga coordinata, sono nomi che probabilmente a Giorgio Maniglia e Stefano Spataro, i titolari del duo, non devono suonare sconosciuti.

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Capillary Action – Fragments (Pangaea, 2004)

Intitolare un disco frammenti, per poi non stupirsi che la gente si stupisca del suo essere frammentario. Ogni pezzo un genere, ogni pezzo un suono, ogni pezzo un mondo a parte. Deve essere ben ben indeciso il signor Pfeffer , in arte Capillar Action,per mettere insieme tutti questi elementi e chiamarli disco. Un album del tutto strumentale, a tratti ostico e a tratti easy, spesso senza alcuna soluzione di continuità tra i due opposti.

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