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Tag Archives: cure

Midnight Faces – Fornication (Autoprodotto, 2013)

Dicono di loro di sentirsi come Tom Petty che incontra i Cure. Mi fanno sempre sorridere questi tipi di affermazioni: mi immagino sempre i personaggi citati che si presentano ufficialmente, si stringono la mano tipo inizio partita calcistica e inziano a cantare roba a caso tutti insieme finchè non viene fuori quello che sto ascoltando. A parte mettervi a conoscenza delle mie poco sane elucubrazioni mentali, non mi sembra granchè calzante il sopracitato ‘incontro’ immaginario. Voglio dire, per la parte Tom Petty, sicuramente ci sono le influenze da super ballata pop e per il lato Robert Smith Inc. si possono tirar fuori somiglianze spinte ad atmosfere 80s vagamente dark, ma, a mio parere, niente più. …

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Liars – 28/05/13 Interzona (Verona)

Torna in Italia in gruppo newyorkese, per presentare l’ormai non recentissino WIXIW e immancabilmente fa tappa a Interzona, con cui si è evidentemente creato un legame di reciproca stima: se non contiamo male, è la terza volta che i Liars calcano questo palco, per noi è la seconda volta che li vediamo.
L’inizio della serata è dei più travolgenti: usciti dal locale dove abbiamo consumato la consueta pizza pre-concerto, ci fermiamo ad osservare il colossale tourbus decorato una pubblicità del Ray-Ban Envision Tour dove un uomo nudo irrompe sul palco di una band emo-black metal (?!).

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Words And Actions – Life Of Farewell (Autoprodotto, 2011)

Se si escludono le produzioni di Larva o di Corpo Parassita era da tempo immemore che non recensivo un gruppo di Alessandria. Darkwave, coldwave o witch-house come la chiamano ora, tastiere e voce che recitano come attori principali, un ritorno agli anni Ottanta che ormai sono stati canonizzati fino in fondo tanto come i Sessanta e i Settanta, ma in tempi in cui Simon Reynolds si lancia nella stampa di un libro intitolato Retromania il tutto appare parecchio significativo. …

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Il Conte è tornato, intervista a Varg Vikernes

Ebbene sì, lui. Il vostro incubo peggiore, il Freddy Krueger dei microsolchi, Varg Vikernes, il celeberrimo one-man-band di Burzum è tornato. All'indomani del nuovo Fallen, secondo album del ciclo chiamiamolo post-carcerario, siamo riusciti a contattarlo via mail: per sua stessa ammissione, l'unico modo per "parlare" direttamente con lui. Va sottolineato che, a dispetto del carattere schivo e introspettivo, la sua disponibilità per questa intervista è stata fulminea ed estremamente cortese. Non credo sia necessario ripercorrere le tappe fondamentali del percorso umano e professionale di Varg Vikernes: a chi volesse avere un primo approccio con l'estremismo musicale (ma non solo) norvegese consigliamo piuttosto Lord Of Chaos (Tsunami edizioni), finalmente tradotto in italiano ad un decennio dalla sua uscita. Per il resto, direi che questa intervista si commenta da sola: certo, ora come ora, gli rivolgeremmo volentieri mille altre domande, ma ci sembra di esserci tolti la maggior parte delle soddisfazioni. Ad ogni modo, se avete quesiti da porgli, potete scrivergli: vi risponderà sicuramente.

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