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Tag Archives: brutal truth

Verme – Un Verme Resta Un Verme (Autoprodotto, 2010)

Un'Agatha, più un Fine Before You Came, più un Dummo, più un Hot Gossip, uguale: un Verme.  Trovarsi a suonare perché ci si diverte a farlo col cuore e senza pelle. Avete presente i Venomous Concept? Gente di Napalm Death e Brutal Truth che si mette insieme a suonare la musica dei propri 16 anni, thrash, hardcore e giù di lì. Qui è la stessa cosa, ma si tratta di quell'emo detto 98 e forse anche un po' prima. …

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Brutal Truth – Evolution Through Revolution (Relapse, 2009)

Con la bella stagione sbocciano i frutti migliori. In questo caso non è proprio una primizia, chiamiamola piuttosto un graditissimo ritorno. Li avevamo lasciati alla fine della decade scorsa con l'emblematico doppio epitaffio Goodbye Cruel World che racchiudeva, oltre ad un bellissimo live in Giappone, un cd extra di outakes e covers. Poi lo scioglimento, una separazione dovuta a problemi personali tra i componenti che, come si dice, erano "caratterini di tutto rispetto". Per gli approfondimenti del caso vi rimando all'intervista a Kevin Sharp ancora disponibile nelle pagine del vecchio sito. …

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Iron Molar/Peacemaker – Split CD (Fucking Clinica, 2008)

Il nuovo parto della Fucking Clinica è gemellare, siamese e internazionale. Ad accompagnare il secondo passo degli Iron Molar nell'inferno noise è, a mo' di Virgilio in versione diabolica, Peacemaker, progetto "rumoroso" del batterista dei già di per sé rumorosi Brutal Truth e Total Fucking Destruction. Un pezzo per gli italiani, tre per l'americano.

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Brutal Truth + Cripple Bastards – 07/09/08 C.S.A. Dordoni (Cremona)

Ho fatto di tutto per arrivare tardi al concerto e perdermi i primi due gruppi: i Sudden Death me li avevano detti trascurabili (idea confermata da un rapido ascolto su MySpace), i Cripple Bastards li ho sentiti talmente tante volte da aver accumulato scorte per svariati anni. La serata è dei Brutal Truth, dopotutto, e null’altro deve interferire.
Invece quando arrivo al C.S.A. Dordoni, a due passi dallo stadio Zini, nessuno ha iniziato a suonare e ancora ce ne vorrà, per cui decido di ammazzare il tempo perlustrando i fornitissimi banchetti di dischi, dove l’HC più estremo sta naturalmente al fianco dei classici del metal, in un’eterogeneità ben visibile anche nel pubblico presente. È in momenti e luoghi come questi che l’antico gesto delle corna torna ad essere segno condiviso e significativo, lontano dall’abusivo uso di indierocker imbecilli che si credono spiritosi o peggio, intelligentemente ironici.

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