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Tag Archives: brainiac

Toilet Door n.4 – One Shot 90

Chi ha detto che non si esce vivi dagli anni ’80 non aveva ancora vissuto appieno la decade successiva. Cosí stavolta, senza alcuna ironia o leggerezza, i nostri prodi si sono immersi fino al collo nel post-socialismo (reale e tangentopolo) affrontando gli aculei più irti del rock indipendente dell’ epoca. Non paghi di tanto fumo hanno anche abbozzato un gemellaggio con Sentire Ascoltare (la seconda miglior webzine italiana) attraverso la voce e la playlist di una delle sue penne più appuntite e spigolose. Superare le nostre possibilità é il nostro motto. Sodapoppari semper fidelis! …

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Speedy Peones – Karel Thole (Shyrec, 2010)

Finalmente un dischetto estivo come si deve, di quelli capaci di ricordarti che, aldilà di afa e lavoro, ci sono altre ragioni (buone, ragioni) per sudare… roba con alla base quel po’ di garage sufficiente a farti ancheggiare schiaffeggiandoti ritmicamente le chiappette (sto parlando di voi: io certe cose proprio non le faccio), base su cui con naturalezza si appoggiano chitarre sferraglianti vicine alla scuola skin graft (diciamo dalle parti di Chinese Stars, band davvero molto vicina, per attitudine e suoni, a questi peones) e tocchi acidi d’elettronica. …

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Ultravixen – Avorio Erotic Movie (Wallace, 2008)

No, amici niente tettone all'orizzonte, anzi, banane au go-go, ma non quelle che lucidate guardandovi film di Meyer, bensì quelle che accoppiate con giubbotto di pelle e palla da booling fanno automaticamente rockenrolla. Ricordate Catania? Pensavate che finito il noise ed il post-rock e dopo che il circo aveva lasciato la città si fosse portato via tutti i freak della zona? Sbagliavate, infatti negli Ultravixen oltre a qualcuno dei Jerica’s mi pare che ci sia batteria e chitarra dei Jasminshock e per quanto distanti dall'esperienza precedente direi che reta ancora qualche scoria grazie a cui è facile capire da dove vengano i tre.

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Artifact Shore/Linedotstar – Landscape Removal (Interferenceshift, 2006)

Split abbastanza interessante e che da una parte presenta Artifact Shore di cui abbiamo recensito altro materiale da pochissimo e Linedotstar del quale non avevo mai sentito nulla prima di questo "monolocale in comproprietà". Come credo di aver già detto, il primo dei due gruppi ha delle belle carte nel suo mazzo, persino per me che non sono certo un appassionato del rock indipendente e che mediamente mi stufo dopo la terza o la quarta traccia. …

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