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Tag Archives: boredoms

La Furnasetta – La Prima Stella (AsbestosDigit, 2018)

La strada creativa aperta dai Boredoms di Soul Discharge ha provocato dei veri e propri cortocircuiti nel modo di intendere e praticare la musica, molte volte ispirando esperienze fine a se stesse e inutilmente velleitarie, altre volte invece dando man forte a quelli che hanno saputo ben interpretare la lezione con follia personale. C’è da…

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Costantino Della Gherardesca, da GG Allin al conte Ugolino, quattro chiacchiere con un bravo ragazzo

Perchè intervistare Costantino Della Gherardesca? Per mille ragioni, ma fondamentalmente per due. La prima è che è un intelligente uomo televisivo e questo, oggi come oggi, già basterebbe. La seconda è che un appassionato di rock indipendente e non sto parlando di Verdena o Ministri. Nel vuoto siderale che ammanta la nostra televisione noi abbiamo bisogno di Costantino. Ne abbiamo bisogno forse più di Aldo Busi. Certamente è un personaggio che ancora sta definendo la propria strada e la propria forma, ma la sferragliante ironia caustica (e talvolta tragica) che lo caratterizza, cela al contempo una cultura non indifferente negli ambiti che più ci interessano. Indubbiamente, (e questa è una profezia) è questione di tempo prima che questo maelstrom esca allo scoperto e si coniughi con tutto il resto.

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Boredoms + Kes Band + Bum Creek – 09/10/10 The Forum (Melbourne)

Arriviamo perfettamente in orario alla serata più "in" del mese al Melbourne festival: alla mezzanotte sarà il 10/10/10 e il mitico show dei Boredoms con 10 batteristi sta per iniziare; scopriamo subito che in effetti non solo in Italia si va un po' lunghi coi tempi, ma per fortuna The Forum è un posto tanto kitsch quanto gradevole e i divanetti ci aiutano nella lunga attesa delle band di supporto, mentre siamo sotto ad un cielo stellato di cartapesta, circondati da statue neoclassiche in gesso dorato.

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Donato Epiro: free(ak)-folk, neo-psichedelia, ma non solo…

Cari ragazzuoli (pronunciato possibilmente con un marcato accento emiliano), appena dopo aver ascoltato Orange Canyon di Skullflower (a cui va reso merito di esser sempre un gran signore), passo al disco su Stunned di questo ragazzo pugliese e pur trattandosi di modi diversi di fare musica freak, la qualità non si abbassa, si rimane sempre a livelli non comuni, tant'è che quest'anno il nostro "paisà" era fra gli ospiti del Kraak festival, visto che altrove spesso apprezzano certe cose molto più che non in casa, ma fin qui nulla di nuovo.

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