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Tag Archives: black mountain

Pink Mountaintops – 19/09/2104 Interzona (Verona)

Dopo una prima metà dell’anno in sordina, senza nomi di grande richiamo, l’Interzona riapre la stagione con piglio affatto diverso. Dopo aver ospitato alcune performance del Path Festival, propone l’interessante rassegna Prospettiva 22, tre serate che associano concerti, proiezioni e spazi dedicati a gastronomia, editoria libraria e musicale, oggettistica. La prima serata che ha visto sul palco Mick Turner dei Dirty Three e la proiezione di Kill Your Idol di di Scott Crary, stasera è la volta dei Pink Mountaintops, a cui seguirà il documentario Searching For Sugar Man di Malik Bendjelloul. Venerdì prossimo si chiuderà con l’abstract hip-hop dell’inglese Kutmah e da Our Vinyl Wieight A Ton: This Is Stones Throw Records, lungometraggio che ripercorre la storia della storica etichetta.

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Killed By 9V Batteries – The Crux (Siluh, 2011)

Parlavo proprio del Flex di Vienna nella precedente recensione degli Squaramouche ed ecco che leggo sul flyer che mi è piovuto sui piedi aprendo la bustina degli austriaci Killed By 9V Batteries – distribuiti in Italia da Goodfellas – che il releaseshow del loro terzo album The Crux è stato celebrato proprio in quel locale. Preso abbastanza bene per la coincidenza sono quasi saltato dalla sedia non appena ho digitato play: una rivoluzione? 

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Intervista ai Giuda

Street rock and roll al fulmicotone antemico e ballabilissimo. Come già suggerito in sede di recensione l'esordio a trentatré giri dei romani Giuda è forse l'uscita discografica italiana più interessante di questo 2011. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Lorenzo (chitarrista) per capire che ha in testa la band capitolina.

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Black Mountain – Wilderness Heart (Jagjaguar, 2010)

Spinto da un grande sforzo pubblicitario arriva il terzo disco dei rcanadesi Black Mountain, ormai consolidati come uno dei più grossi nomi dell'indie internazionale e non del tutto a torto, dato che in questi anni di "bassa" nel settore hanno comunque tirato fuori qualcosa di gradevole, anche senza inventare nulla. Infatti pure in Wilderness Heart i nostri continuano il saccheggio a piene mani del rock anni '70, mostrando questa volta un piglio meno "hard" dell'esordio e meno psichedelico di In The Future, senz'altro percorrendo la strada giusta per allargare il bacino dei loro estimatori. …

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