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Tag Archives: big black

Atr_x – Phase One (Gipsy House, 2019)

Marcello Groppi è metà del duo rock-strumentale Great Saunites e Atr_x è il suo progetto solitario: è musica dalla forma mutevole che fluttua fra l’elettroacustia e l’ambient più scura, ma che, a un ascolto attento, rivela di non aver completamente reciso il cordone ombelicale col gruppo madre. In Phase One troviamo due brani di un…

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Scott McCloud: dai Girls Against Boys ai Paramount Styles, alive and kicking!

Forse non è necessario fare introduzioni, ma visto che nel mondo che è venuto dopo l’esplosione della rete il tempo oltre che scorrere "lungo i bordi" corre molto più veloce e la memoria storica è da sempre quella che è (come forse è giusto che sia), forse è meglio dire prima di tutto un paio di cose. Al di là dei disquisizioni se sia peggio vivere in un eterno presente o essere schiavi di una memoria ipertrofica, Scott McCloud ha suonato in alcuni dei miei gruppi preferiti e ha realizzato alcuni dischi che tutt’ora restano il simulacro dei sogni bagnati di parecchi musicisti della generazione post-hardcore e noise fra tardi anni Ottanta e primi Novanta. Non pago di aver suonato in almeno due gruppi di culto come Soulside e Girls Against Boys (come se i New Wet Kojak fossero da meno…), questo neo papà è al secondo giro di boa con il suo nuovo progetto, i Paramount Styles. Seppur sia passato parecchio in sordina rispetto al potenziale di molti dei pezzi scritti da Scott, i Paramount hanno reso felici molti orfani di quel cantautorato rock "diverso" che in altre epoche aveva reso celebri gruppi come i dEUS (con cui non a caso il nostro eroe aveva collaborato). Purtroppo lo spazio di un’intervista è troppo breve per potersi sbizzarrire a fare domande su ogni singolo progetto, ma McCloud ha anche collaborato a progetti diversi come il gruppo electro-punk Operator, in cui il nostro lavorava in copia con niente poco di meno che Teho Teardo e ha prestato la voce anche al lavoro d’esordio degli String Of Consciousness di Philippe Petit.

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A Dog To A Rabbit – S/T (Lady Lovely, 2010)

Interessante peculiarità quella della Lady Lovely che come per Betzy anche con A Dog To A Rabbit  sforna una band che potrebbe benissimo provenire da Seattle quanto da Portland. Fino a pochi anni fa, oggi più raramente, le nostre band anglofone, quando non crollavano di fronte ad una pietosa pronuncia inglese, raffazzonavano sound malamente prodotti o totalmente claudicanti. Ovviamente questo non è il caso del power-trio fiorentino che invece sciorina un hard-grunge sicuro ma flessibile, ammiccante tanto ai Franz Ferdinand quanto ai Nirvana. Un occhio puntato sul ritornello e l'altro sulla potenza (leggi tiro) conferma questi giovanotti come promettenti alfieri del rock‘n'roll tricolore. …

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