since 1997, our two cents on indie/punk/post/electronica and more...

Tag Archives: beefheart

2000 – 2010: non è successo niente?

Ultimamente imperversa l'irritante campagna mediatica che accompagna l'uscita dell'ultimo libercolo del signor Simon Reynolds. Un critico, che nella musica di questi anni vede solo forme di sublimazione della nostalgia di un certo passato musicale. Pare che chiunque parli o pensi di musica ormai ragioni in termini di "ai miei tempi…", quindi la glorificazione di Reynolds appare quantomeno scontata e rivelatrice di un clamoroso deserto percettivo. Costui è uso sparare citazioni dotte per avvalorare le sue banalità, certo che facendo riferimenti a Fukuyama o a Debord si mette al sicuro da eventuali contraddittori, intanto chi legge di musica è incapace di fare le sue elaborazioni a riguardo. Il guaio è che in linea di massima è vero, soprattutto per buona parte dei critici e lettori italiani.

Read more

Squadra Omega – Le Nozze Chimiche (MacinaDischi, 2011)

Momento di felice iperattività per uno dei gruppi più psicotropi della penisola: da poco abbiamo tolto dal lettore l'ottimo disco uscito per Holidays e Boring Machines che già la Macinadischi sforna dalla propria fucina questo vinile 10" (con annesso CD), prime 200 copie con copertina in alluminio e nome del gruppo inciso a punzone.

Read more

Chapter 24 & Philippe Petit – The Red Giant Meets The White Dwarf (Boring Machines, 2011)

Continua, evidentemente con reciproca soddisfazione, il sodalizio fra il musicista francese e l'etichetta italiana, dopo il disco che Philippe Petit ha condiviso con K11 (alias Pietro Riparbelli). Questa volta della partita sono i greci Chapter 24, gruppo post punk greco di lunga militanza, da tempo orientatosi verso altri lidi musicali. Si tratta di un disco live che mette in fila 45 minuti di musica improvvisata, registrata in seconda battuta poichè le due parti avevano fatto conoscenza su un palco appena il giorno prima.

Read more

Coconuts – S/T (No Quarter, 2010)

Alla terza nota di questo disco mi sono sorpreso a dire: "ma questi sono australiani!" ed in effetti ci ho azzeccato: cosa non difficile peraltro, anche perché un certo tipo di rock lento, narcotico e ossessivo ha davvero un marchio di fabbrica proveniente in prima battuta dalla storia del postpunk australiano degli anni '70 e '80 e in seguito sviluppato da un nutrito gruppo di band, molte delle quali di stanza a Melbourne. …

Read more
Back to top