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We Are Not Afraid – Holes (Irma Group, 2014)

Il duo veneto We Are Not Afraid mostra straordinarie doti in materia tecno noise rave o club music che si dica. Holes esce a due anni di distanza dall’autoprodotto Flowerheads e raggiunge direi egregiamente il suo scopo: far ballare senza pause la gente svuotando la testa da ogni pensiero. Tutto ad altissimo tasto di testosterone e di tensione, con rari momenti di pausa e recupero. …

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Powerdove – Do You Burn? (Africantape/Murailles, 2013)

Tutti sanno usare almeno un pochino Photoshop. Almeno da profani. Scriverei solo una similitudine per descrivere le sensazioni che Do You Burn? mi ha suscitato: è come mettere il giusto contrasto a un’immagine. L’immagine è lì, ma solo contrastandola al punto giusto amplifichi la sua bellezza,come minimo, la migliori, fai risaltare i colori, i piccoli particolari che prima non vedevi o non erano abbastanza a fuoco. Spero di non sollevare un coro schernente di grafici o comunque gente del mestiere. La voce di Annie Lewandoski, membro del progetto The Curtains e amica di gente tipo John Dieterich (uno dei Deerhoof) con cui ha registrato questo picolo gioiello, ha lo stesso effetto. …

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Micah Gaugh Trio – The Blue Fairy Mermaid Princess (Africantape, 2012)

 Jazz, free, songwriting… non vi basta? Bello, bello, bello. Potrei chiudere qui e dirvi di andare a recuperare questo disco, ma forse è il caso quantomeno di presentarvi questo lavoro di un trio costituito da personaggi ben noti nel campo della musica di avanguardia, ricerca, free-jazz di New York e affini. Micah Gaugh alla voce, al piano e al sassofono, Kevin Shea alla batteria e Daniel Bodwell al contrabbasso. È tutta farina del sacco di Micah, che scrive i testi e la musica, e le parti improvvisate ruotano sempre in modo stretto alla struttura dei pezzi.

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Electric Electric – Discipline (Africantape/Herzfeld/Kythibong/Murailles Music, 2012)

Combo francese dedito ad un math rock sfrenato e contagioso questi Electric Electric, che con Discipline registrano un disco davvero gradevole e intrigante. Le qualità tecniche del combo si sentono subito, ma non fatevi trarre in inganno da questo: questo disco è suonatissimo ma non si sbrodola mai addosso, come nel caso dei migliori Battles, non a caso il riferimento principale nel caso si voglia fare un primo (e ingombrante) paragone. …

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