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Tag Archives: at the drive in

Fuh – Dancing Judas (Smartz/Escape From Today, 2010)

I Fuh vengono da Canale, Cuneo, Piemonte. E’ necessario specificarlo perché la geografia riveste una certa importanza in questo caso. I quattro personaggi qui coinvolti infatti sembrano possedere una purezza e una passione percepibile in ogni nota che suonano, che appaiono legate in modo indissolubile al luogo dal quale provengono (puro anch’esso e omaggiato in un paio di occasioni: il campionamento di una banda di paese colta all’opera in qualche festa locale e nel titolo di un brano, Canalese Landscape). La musica vissuta forse come via d'uscita dal tedio della provincia, potrebbe essere qualcosa del genere, ma al contrario di quello che sarebbe lecito aspettarsi da casi come questo, non c’è rabbia tra questi solchi, è tutto invece molto solare, aperto.

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Carlo Pastore – Se Fai Un Bel Respiro (Mondadori, 2009)

Basta, per giustificare la recensione di Se Fai Un Bel Respiro su queste pagine, i gruppi citati (dagli At The Drive In ai Pan Sonic) e parafrasati (dal Teatro Degli Orrori alle solite Luci Della Centrale Elettrica) o la copertina disegnata dal chitarrista degli Altro? Forse, ma solo il fatto che l'autore sia quel Carlo Pastore fondatore di Rockit, direttore artistico del Mi Ami, discografico con l'etichetta Sangue Disken e DJ col collettivo musicale dallo stesso nome, è ragione più che sufficiente.

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Hell Demonio – Discography (Wallace/Robotradio, 2008)

Discography, secondo album degli Hell Demonio, anche questa volta coprodotto da Wallace e Robotradio, conferma quanto di positivo si era sentito nel precedente Greatest Hits, rispetto al quale mi pare in ogni caso di notare una maggior varietà di soluzioni, che, anche se rimane intatta la tendenza a cercare il riff tagliente e la "botta", si traduce in una raccolta di brani più strutturati e ricchi. …

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Big Sir – Und Die Scheiße Ändert Sich Immer (GSL, 2007)

Che poi io non mi ero mai imbattuto nella sindrome della pagina bianca come questa volta. Mai un disco aveva risieduto nel mio lettore per cotanto tempo senza farmi uscire un giudizio. E mi ci son picchiato. E, forse, alla fin fine ho cavato del sangue da una tal rapa, o noce o quello strano frutto che campeggia nella strana copertina di questo strano disco.

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