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Tag Archives: a minor forest

Morse Code – The Night An Artificial Light (Monster, 2010)

I redivivi (ex-)Caboto Alessandro Gallerani (chitarra), Alessio Crotti (basso) e Stefano Passini (batteria) mettono insieme un gustoso tritato misto (da Zappa ai A Minor Forest spruzzati funk, tanto per orientarvi) in salsa math: una sorpresa così gradita e gradevole che non per dispetto ci si ritrova a cercarne le debolezze, ma per sincero impulso a spingere questi agilissimi musicisti a dare il meglio e a darlo presto, perché di roba così, insieme “classica” e coraggiosa, c’e n’è sempre un gran bisogno. …

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Jeffrey Roden – Seeds Of Happiness Part 1 (The Big Tree, 2007)

Il cognome non vi risulta nuovo? …ma sarà parente di quel Roden? …esatto! Le sapete davvero tutte ed infatti Jeffrey Roden è lo zio del più conosciuto Steve, che trattandosi di "cosa loro" gli ha prodotto il lavoro. Ma con un parente più giovane così ingombrante il vecchio zietto si è tenuto alla larga dai campi più ostici del nipotino, quindi non proprio un progetto stile reunion famigliare come gli Arc di Aidan Baker.  …

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Erdem Helvacioglu – Altered Realities (New Albion, 2006)

Anche se temo che molti su questa webzine non conoscano la New Albion, non è per nulla sconosciuta anzi, trattasi di una di quelle etichette storiche che insieme ad Ecm, e poche altre propone musica "colta" e di livello ma allo stesso tempo anche lavori  accessibili ad un pubblico più vasto.

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The Tall Ships – Paint Lines On Your Glasses Look Up At The Stars… (Minority, 2006)

Nulla da dire, se non che questo disco è ben suonato e ben prodotto, il gruppo di San Diego è esplicitamente indie a partire dalla copertina e tutto è raffinato e patinato con gusto. Questo disco dal titolo interminabile offre alle vostre orecchie un gruppo capace, tecnicamente preparato e ben patinato, cose che tutto sommato vanno apprezzate ma stiamo parlando di gente che ha suonato in gruppi come Glendale, Cole, Channels e soprattutto Kerosene 454 quindi è da mettere in conto. Il problema con un disco del genere è che forse i riferimenti sono un po’ troppo evidenti, intendo dire che nel bene e nel male i The Tall Ships quando fanno pezzi in cui assomigliano ai Pinback (che forse è il riferimento più ricorrente) non assomigliano ai Pinback… sono i Pinback!!! …

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