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Sufjan Stevens – The Age Of Adz (Asthmatic Kitty, 2010)

Quando meno te lo aspetti, in un anno deludente per l'indierock arriva uno dei dischi migliori da anni: è l'ennesima riprova dell'idea che i bei dischi escono sempre, bisogna solo riuscire a trovarli ed ascoltarli. Inoltre la sorpresa arriva da un disco di Sufjan Stevens che, un po' perso tra acustica melense e dischi strampalati e lunghissimi, in dieci anni di prolifica carriera mai era arrivato così in alto.
The Age Of Adz non ha certo il dono della brevità da un lato e non è per nulla un disco ortodosso dall'altro, ma è una sintesi perfetta di tutto quello che in dieci anni il nostro ha scritto e cantato: c'è la varietà di A Sun Came, l'elettronica quasi orientaleggiante di Enjoy Your Rabbit, il gusto delle melodie di Michigan, la pomposità di The BQE… tutto miscelato alla perfezione. Un anticipo lo dava già il mini All Delighted People, il cui gusto classic rock è qui però affiancato e schiacciato da un uso molto pesante di elettronica, come se una certa attitudine alla Soft Bullettin dei Flaming Lips fosse applicata a queste melodie intricate, barocche e avvolgenti. La bella voce del nostro e le melodie geniali la fanno da padrone, cullate da arrangiamenti che portano freneticamente le lunghe canzoni in altri territori, per poi rimbalzare avanti e indietro tra richiami e nuove idee accennate e subito sostituite da qualcos'altro… Per riempire la carriera di un musicista basterebbe solo la finale Impossible Soul con i suoi venticinque minuti di idee, compresa la coda finale dove il nostro imbraccia per la prima volta il suo amato banjo e con la sua voce cristallina canta su una melodia che è un meraviglioso arpeggio/medley tra Xtc e Spandau Ballet. Non stento a credere che durante la stesura del disco Sufjan Stevens abbia avuto dei problemi di nervi, non solo per le dimensioni e la complessità dell'opera, ma anche perché The Age Of Adz è un concept album sul folle mondo religioso/visionario dell'artista schizofrenico Royal Robertson, i cui bellissimi dipinti compongono completamente la grafica e sono inscindibili dai testi e dalle musiche.

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