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Stefano De Ponti – Like Lamps On By Day (Old Bicycle/Under My Bed, 2013)

Under My Bed e Old Bicycle uniscono le forze per dare alle stampe, su cassetta e CD-R con diversa grafica di copertina, il terzo album di Stefano De Ponti. Classe 1980, solitamente compone musica da associare a immagini, il musicista milanese fa confluire in questo disco le esperienze fatte negli ultimi anni con diverse compagnie teatrali e lo fa con intelligenza, creando un suono che, con la sua intrinseca narratività, sopperisce all’assenza della parte visuale.
A De Ponti servono di pochi elementi per tratteggiare le atmosfere: un frammento di dialogo, un violoncello, una manciata di field recordings, una chitarra acustica pizzicata; a legare il tutto un ambient elettronico privo di battiti, se non in un paio di casi. Like Lamps On By Day procede annodando uno a uno questi suoni lungo sentieri malinconici punteggiati da qualche momento d’inquietudine (Drawn By The Sea), fino alla conclusiva We Need Not Destroy The Past It Is Gone: è un racconto che si svolge davanti a noi e a cui dobbiamo solo aggiungere le immagini, guidati anche dai suggerimenti che ci vengono dai titoli dei brani. Lontano da ogni calcolata freddezza nonostante il gran lavoro in studio e la notevole cura dei particolari (i 25 minuti del disco nascono dalla selezione del materiale assemblato in oltre 10 ore di improvvisazione) Like Lamps On By Day si rivela un album di assoluto valore, che attinge all’interiorità di chi ascolta senza rinunciare alla propria personalità. Un lavoro maturo per un musicista che, non me ne vogliano le due etichette che meritoriamente gli danno spazio, meriterebbe una ben maggiore visibilità.

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