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Sparkle In Grey – Mexico (Lizard/Grey Sparkle/MCL/Old Bycicle/Afe, 2011)

Invecchiato tre anni. Questo riporta la cover del nuovo lavoro degli Sparkle In Grey. E come un buon whisky che migliora col tempo, i nostri licenziano un lavoro che lascia di stucco. Musica da ascoltare ad occhi chiusi per annulare un senso ed amplificare gli altri che fanno percepire più distintamente del normale suoni e rumori intessuti con tracce che definirei quasi sempre post rock: condimenti di trapani – That One -, Macchine da scrivere – Dimissioni – e risate – Boys Vomit (caspita se vorrei sapere il motivo di questo titolo…) -.
Musica da ascoltare a occhi spalancati per dare una forma e una realtà a quello che si sta ascoltando: uno stralcio di discorso di Salvatore Borsellino (fratello di Paolo, Movimento Agende Rosse, dai, sapete, no?) – Sunrising, che ne contiene un campione vocale – o l’angoscia crescente di From The Air – evviva la mini citazione del Time Warp! -. Per dovere di cronaca va ricordato che degli Sparkle in Grey fanno parte personaggi come (senza togliere nulla agli altri tre, con storie musicali di tutto rispetto) il poliedrico Matteo Uggeri che ha una discografia che a scriverla riga su riga è alta come me (e sono alta, credetemi) della quale fa parte una collaborazione con quel grand’artista che è Andrea Ics Ferraris (becero campanilismo). Ma, come la psicologia della Gestalt insegna, il tutto è più della somma delle parti e così, mentre i quattro mischiano atmosfere à la Godspeed You Black Emperor! a certi passaggi che – scusate la banalità – mi ricordano Mogwai o i From Monument To Masses, aspetto l’ultimo weekend di Febbraio quando avrò il piacere di vederli live. Sperando che non lascino a casa la cornamusa.

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