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Solkyri – Sad Boys Club (Bird’s Robe, 2015)

Non è bellissimo quando ti accorgi che non sapresti quale pezzo ti piace di più di un disco? Non capita proprio spesso, diciamocelo. C’è sempre quello che skippi volentieri, o che, quando inizia, ti ‘permette’ di fare una telefonata breve, andare in bagno, andare in cucina ad acchiappare cibo nello spazio di 3-5 minuti. Invece con Sad Boys Club ti tocca morire di fame. Di stipsi. Diventare asociale. Semplicemente non puoi far altro che ascoltare e prendere parte alla maestosità matematicamente perfetta di Yes, I’m Breathing o Sad Boys. Solkyri è un trio di Sydney – come gli Sleepmakeswaves, altra band piuttosto recente e piuttosto notevole per chi ama suoni di una certa area post-rock tendente al progressive direi -, sotto etichetta di Sydney che, giusto per dirne una, ha in catalogo i 65 Days Of Static. Se devo aggiungere altro…. I quattro possono annoverare al loro attivo un album e un ep precedenti a questo Sad Boys Club e un’intensissima e vivace vita live nei dieci anni giusti trascorsi dalla loro formazione.
Se vogliamo dare un’indicazione di riferimento, si potrebbe parlare di Explosions In The SkyTeam Solar -, soprattutto per i muri sonori improvvisi e quasi violenti e le distorsioni massicce che caratterizzano la decina di tracce, ma trovo che Solkyri sia un progetto che sia limitante accostare ad altri di simile indirizzo: spesso la matematicità si accompagna a una certa vena di suoni tendenti ad atmosfere emotivamente impegnative – come in questo album puo’ essere Odmoriti -, ma qui troviamo pezzi che risultano quasi spensierati. Sad Boys Club, in contrasto col titolo, propone pezzi esuberanti ‘positivi’ – Forrah -. Bel disco. Bella gente. Sono stati recentemente in tour in Europa. L’Italia non è stata calcolata. Speriamo che al prossimo giro, magari…

 

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