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Sodastream – Reservations (Trifekta/ Homesleep, 2006)

Oramai mi sa che abbiamo speso tutti gli elogi possibili per questo gruppo australiano, così amato dalle nostre parti. Tanto che stavolta è Homesleep a distribuirlo in Italia. Si potrebbe chiudere la recensione di Revelations con la massima "sempre il solito grande disco dei Sodastream": è difficile trovare un gruppo così ostinatamente conservatore ma che nello stesso tempo non sembra fare passi falsi, riuscendo a condire di ispirazione ogni singolo pezzo, senza per questo dover cambiare o svecchiare la formula. Difficile, per tutti questi motivi, stabilire quale sia – in questi anni – il capolavoro o il lavoro più riuscito della band. Qualcuno addirittura potrà insinuare che la viola in sottofondo abbia, alla lunga, rotto le palle. L'unico cambiamento quindi, se in questi termini possiamo parlare, si riscontra solo in un mood palpabilmente più triste rispetto al precedente A Minor Revival. Quindi sì: un pò meno brio e qualche sbadiglio mancato forse proprio per la breve durata dell'album (poco più di 35 minuti). Però in questo disco c'è più di un brano da annovare, senza esagerazioni, tra i più belli di sempre scritti dal duo originario di Perth (Anti o la stessa stupenda Reservations). Il resto scorre placido, piacevole e immune dalle insidie del tempo e delle mode temporanee. Come al solito resta immutata pure la schiettezza del modo di fare musica e di rapportarsi nei confronti del pubblico. E, fosse solo per questo, andebbero premiati senza riserve. E' arrivato in punta di piedi il disco che apre all'autunno.

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