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Simon Balestrazzi & Nicola Quiriconi – Licheni (Azoth, 2019)

Simon Balestrazzi e Nicola Quiriconi hanno già avuto modo di lavorare assieme in diverse occasioni, sia dal vivo che nel progetto Daimon, trio che oltre ai nostri vede la partecipazione di Paolo Monti/Star Pillow, fino alla collaborazione di Balestrazzi con l’ensemble Vip Cancro, nel quale milita da sempre lo stesso Quiriconi. Ora tornano su Azoth con Licheni, un lavoro in cui si prendono tutto il tempo per sviluppare e mettere a fuoco la collaborazione in duo.
Il suono risente in parte delle derive più materiche dei VipCancro, come anche è forte l’influenza delle ultime sperimentazioni soniche di Balestrazzi che abbiamo potuto sentire nel prezioso Redshift. Il fondo della questione è lavorare esplicitamente su tensioni elettroacustiche, micro tonalità, balbettii, field recordings, oggetti e rarefazioni vocali. Un percorso all’apparenza semplice, ma nella sua cerebralità costruito concatenando i diversi livelli con un mirato gusto della sottrazione. Il titolo richiama la ragion d’essere della collaborazione, trovare il modo migliore per riflettersi nell’altro e vivere una sorta di reciprocità creativa. Aspettare, cercare il momento giusto per incontrarsi e spingere i suoni. Così tra crepitii e feedback trattenuti si delinea lentamente una timbrica brulicante e perfettamente coerente, che sotterraneamente si spande al di là del tempo esecutivo: oggetti sommersi da onde radio sature in bassa frequenza, silenzi rotti da elettronica spuria, respiri squisitamente fisici e brontolii indolenti percorsi da ruvidi bordoni sottovena. Tutte linee di fuga che si collocano su quelle correnti care ai fan della Erstwhile, arrivando in alcuni casi a lambire felicemente la tranquilla inquietudine di artisti come Taku Unami, Annette Krebs o Christian Wolff. Ma il suono di Licheni si differenzia per la maggiore corporeità, risentendo positivamente della componente live action che richiama una sorta di quieto azionismo sonico: una concezione compositiva suonata, e praticata con cadenze di complementarità creativa. Proprio per questo convince, mantenendo salda la propria visione senza disperdersi nelle più disparate analogie descrittive. Una collaborazione che merita tutta la nostra attenzione.

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