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She Owl – S/T (Broken Toys, 2013)

Del progetto She Owl si parla come di un mostro sacro, si legge di pezzi che suonano come il vento fra i rami o come una fiaba antica, si vocifera di performance live da lasciare a bocca aperta. Ed in effetti l’impressione, ascoltando per la prima volta l’album, è quella. Un incedere solenne e potente, sebbene delicato e misurato come i colori di un acquerello – Homewoods, Paper Birds -, che apre la mente ad un racconto visivo da accompagnare al sonoro. Il bosco, evocato dai titoli della decina di canzoni contenute nel lavoro, dalla cover, dal nome stesso del progetto, mi pare sia il focus di tutto, un’atmosfera crepuscolare segnata da un tamburo sordo – Over The Bones, She Owl – e ricamata dal piano e dalla voce della frontwoman Jolanda Moletta che, con arrangiamenti di archi, chitarre, arpa e cimbali che rendono più leggera la produzione, ha creato un piccolo universo di ninna-nanne dal sapore bucolico, dove sembra davvero di sentire in sottofondo ruscelli – Hide And Seek -, animali che si muovono fra i cespugli, qualcuno che corre fra gli alberi, gufi ed usignoli – Nightingale – sui rami; un album, il primo, che chiama a battesimo madrine come PJ HarveyBehind The Stars – o Siouxsie o ancora la meravigliosa Natasha Khan (Bat For Lashes). Con Demian Endian, Jolanda si esibisce in un duo che, a quanto pare, è imperdibile. Appena passati dal nord Italia, She Owl sarà a Perugia in primavera.

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