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Secret Shame – Dark Synthetics (Taxi Driver, 2020)

Ottimo goth revival per questi giovani statunitensi della North Carolina. Sembra di aprire le polverose pagine di un Rockerilla del millenovecentottantaquattro e lasciarsi stordire dal basso pompato di Siouxsie and the Banshees o dall’orrore glam di Alien Sex Fiend. Seppur formalmente e produttivamente ineccepibili ciò che manca ai Secret Shame è purtroppo l’attenzione per l’hit singolo. In questo disco non troviamo né una Happy House né una Christine ed è un peccato, perchè la band ha tiro, un’ ottima voce femminile e non sbava mai, attendendosi alla lezione che i maestri dark ci hanno sciorinato per anni. La voce di Lena è perfettamente armonizzata agli strumenti ed con una estensione non da poco, però non cerca mai il ritornello,  preferendo vocalizzi e gorgheggi tutt’altro che fuori luogo. Un disco per orfani delle Creeper, di Inferno & Suicidio a Milano e di una scena musicale, per definizione, mai morta ma al contempo mai davvero nobilitata.

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