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R.U.N.I. – Fula Fula Fular (Wallace/Megaplomb/Motograffo Society, 2008)

Una volta c’erano Skiantos e Squallor, poi Elio E Le Storie Tese, oggi anche se su una dimensione molto più piccola direi che ci sono R.U.N.I. ed X-Mary. Non sono un gran fan del genere e nonostante ciò i R.U.N.I. sono uno dei pochi gruppi che oltre ad essermi piaciuti su disco mi ha fatto spaccare dal ridere anche dal vivo. I R.U.N.I. quest’anno hanno compiuto dieci anni e per chi non li conoscesse sono gli eredi naturali di Devo, Nomeansno, disco-trash pop ’80, post-punk e chissà quant’altro. Se Ipercapnia In Capannone K mi era piaciuto solo parzialmente perché era troppo storto e la naturale demenza dei lombardi finiva per perdersi un poco, da un altro punto di vista era la dimostrazione del fatto che “ci fanno” e sono ben distanti dall’ “esserci“, anche perché un tipo di proposta del genere finisce per essere quasi più radicale di un gruppo che si prende ancora più sul serio e fa “musica contemporanea”, non per nulla ci troviamo di fronte a gente che da una parte ha suonato con Bugo e dall’altra ha collaborato e collabora con un monumento industriale come i Tasaday. I milanesi ritornano semplificando il materiale e direi che questo disco si trovi esattamente a metà strada fra le perle del Cucchiaio Infernale e le freakaggine di Ipercapnia quindi per quanto i testi siano cazzoni, per quanto cerchino di farsi passare a tutti i costi per babbaloni i R.U.N.I. non piaceranno alla vostra fidanzata perché come già Zappa prima di loro “i R.U.N.I. sono più duri di tuo marito” e della tua fidanzata. Il vinile uscito per Wallace, Megaplomb e Motograffo Society, in totale disprezzo del digitale contiene un cdr dello stesso disco di cui potrete fare l’uso migliore, dal tagliarci le strisce di coca al banalissimo ascoltarlo (come d’altro canto sto facendo io mentre vi scrivo, cari drughi). Se Vuoi Essere Un Bassista su Marte sarebbe una hit degna dei locali di lapdance per marziane deformi, e nonostante la vena krautesca dei lombardi sia sempre forte, le tranvate-trash tastierone e le intuizioni che li hanno resi uno dei gruppi preferiti del Toxic Avenger sono il tratto principale di questo capolavoro per minus habens. Riff storti, melodie sghembe e monocorde, insalata mista ad oltranza e R.U.N.I. al duecento per cento uguale ventimila. E’ difficile non avere una crisi d’identità di fronte ai messaggi criptati di Cacca Malata e/o di Guerriero Polacco, ma sono certo che come in Summer Of Sam (il capolavoro di Spike Lee?) ci sia un cane che dica ai R.U.N.I. ciò che devono e/o non devono fare. A tratti ho avuto persino la sensazione che se i pullman di Subsonica e Blu Vertigo si fossero scontrati con i Boredoms dopo essere stati eliminati a colpi di karate dai prodi kamikaze e obbligati a vedere la sigla di Carletto, Il Principe Dei Mostri per tre giorni inginocchiati sui ceci prima che la polizia s’incazzasse… allora sarebbe uscito Fula Fula Fular. Spero che non vi siate fatti frenare dalle cazzate che ho scritto ed abbiate letto fra le righe, per cui avrete impiegato il cd allegato al vinile, perché i R.U.N.I. sono dei geni e piacciono al mio cane (o almeno lo suppongo visto che è lui che mi ha dettato la recensione).

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