Roncea & The Money Tree – S/T ep (Electric Cave/Canalese Noise, 2016)

Nicholas Roncea ha pubblicato un paio di anni fa Eight Part One, un album molto bello che, in teoria doveva essere la prima parte di una ambizioso progetto che lo avrebbe visto principe di una trilogia. Non so se questo ep è un assaggio – quanto mai goloso – dell’attesa seconda parte o meno, ma benvengano sei tracce squisitamente calibrate e straordinariamente easy-listening. Dico straordinariamente perché penso che Roncea non ne abbia mai sbagliata mezza (Fuh, Io Monade Stanca) ed abbia sempre quel ‘quid’ in più di tanti altri bravi cantautori che però non riescono nella magia di farsi ascoltare e riascoltare a lungo. C’è  il singolo che ti nutre per più o meno un tot di tempo. Poi eventualmente qualche altra traccia del disco – diciamocelo dai, qualche pezzo lo si tende a skippare sempre…- e l’album tiene botta nella tua testa e nei dispositivi che ti accompagnano nella vita (autoradio, lettori mp3 vari, stereo ecc…) per il suddetto periodo. Poi vien voglia di cambiare e quel disco si riascolta, se capita, ogni tanto. Ecco, invece ogni spesso a me viene proprio voglia di (ri)ascoltare Roncea. Non è il mood dell’ascoltatore in sinergia con la dinamica della traccia a dettarne l’innamoramento, ma la logica cosciente di aver per le orecchie roba fatta bene in maniera oggettiva. Pezzi come Love Is Bad o Weak sono  drammaticamente belli e non c’è nessuna traccia che sia perfettibile. Sono già tutte impeccabili. Mi pare di scorgere il lavoro certosino sui suoni e arrangiamenti – Another Word -, nelle liriche che si adattano e adagiano perfettamente sulla musica, ritmi e melodie che – se pur sempre fedeli a un certo cantautorato quasi vicino a Nick Drake – risultano diversificate.
Così mi pare. Perché poi magari Roncea & The Money Tree – la band composta per tre quarti dei ‘suoi’ Fuh di cui si è avvalso per questo ep – diranno che no, è tutto casuale. Se mai assicuro che sarebbe difficile pensarlo ascoltando per l’ennesima volta Under My Skin con arpeggi solidi a scandire e a far da base a un pezzo pressochè eccellente. Non farò nomi di artisti a cui probabilmente questi cinque si rifanno per dare un’idea a chi legge. Questo lavoro va semplicemente ascoltato – e amato conseguentemente -, fidatevi. Esce l’8 Settembre. Fatevi sotto.

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