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Roberto Dani – Lontano (Stella Nera, 2010)

Di recente un amico ha commentato che Stella Nera in un certo senso è un’etichetta musicale anarchica di estrazione ma lo è anche nei fatti, a differenza di altri circoli encommiabii dal punto di vsta del pensiero ma che come estetica e poetica sono a livello della Dc o del peggiore Comintern. Ora fatte le introduzioni di rito, se ero rimasto colpito dal cd di Nicola Guazzaloca e Francesco Guerri questo lavoro di Roberto Dani è semplicemente fantastico. Avevo già notato che questo musicista aveva dato alle stampe un live con nientepoco di meno che Erik Friedlander (esatto, il violoncellista di Zorn che fra le altre cose ha dato luce ad una delle più belle collaborazioni di Teho Teardo), ma quello che non sapevo era che Dani oltre a una carriera brillante in solo e nell’ambito colto, era stato batterista dei Devil Doll, uno dei gruppi italiani (in realtà italo sloveni) più conosciuti all’estero. Quello di Dani è un suono molto sobrio, asciutto, semplice anche nella registrazione infatti non si tratta esattamente di qualcosa “high profile” e nonostante ciò suona come deve suonare senza diminuire di una virgola il fascino di questo lavoro. Si tratta di un disco tanto profondo da rasentare il drammatico, atmosfere grevi ed un enfasi da pelle d’oca. Sfrigolii di piatti, chitarre acustiche e pochi suoni gestiti in modo così sicuro che è difficile non pensare che dietro ad un lavoro del genere non ci sia una certa esperienza. Per quel che riguarda il sottoscritto, uno dei migliori dischi che ho sentito quest’anno.

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