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Re-Count – Egocollective (Minuta, 2008)

"Egocollective – recita la cartella stampa – è un progetto corale: è un insieme di brani che Omar E. Bernasconi ha creato in diversi anni di collaborazioni. Omar si è occupato della parte compositiva e strumentale delle canzoni, lasciando poi carta bianca a diversi cantanti e musicisti svizzeri, italiani, francesi e giapponesi che hanno completato l'opera aggiungendo la loro sensibilità". Egocollective, pur essendo un album assemblato attraverso varie collaborazioni, è sorprendentemente omogeneo, ma all'insegna di un suono che già quindici anni fa appariva in via di precoce invecchiamento e che oggi risulta irrimediabilmente antico.
Volgendo lo sguardo anche solo a corto raggio, si era nella prima metà degli anni '90 quando gruppi come Meathead e Swamp Terrorist facevano flirtare le chitarre con battiti elettronici e sintetizzatori, alla ricerca di un difficile equilibrio fra il rock e le piste da ballo più alternative. Di quello che caratterizzava quel suono nel disco dei Re-Count non manca nulla: vocalizzi femminili e pseudo-rap con voce filtrata, strofe contrappuntate dall'irruzione di chitarroni e batterie bombastiche, synth che dettano la melodia. Tecnologia appiccicata alla consueta struttura rock, nel tentativo di darle una spruzzata di "moderno", fuori tempo massimo, come si è detto. Vale come aggravante l'aver sprecato la bella voce del redivivo Garbo nella banale Un Tempo Per Noi.

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