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Ranter’s Groove – Musica Per Camaleonti (Kaczynski, 2018)

Nel recensire la compilation-manifesto della Kaczynski Records avevamo segnalato Ranter’s Groove come l’episodio migliore della raccolta, è quindi un piacere ritrovarli come prima uscita sulla lunga distanza dell’etichetta. Al tempo parlammo genericamente di post-rock, ma ora è il momento di approfondire: non siamo ovviamente nei territori densi e dilatati di Mogwai e affini, piuttosto sui confini dove la forma rock si decompone alla ricerca di nuove soluzioni espressive.  Ranter’s Groove traccia il suo percorso con pochissimi elementi: la chitarra di Giuseppe Fantini, qualche effetto, l’elettronica di Niet F-n, strumenti ospiti in alcune tracce; non ci sono ritmi e non se ne sente la mancanza, mentre la voce è confinata a un paio di episodi ricchi di patos. Se a un primo superficiale ascolto le composizioni possono sembrano frammentarie, un’attenzione maggiore evidenzia come, in Musica Per Camaleonti, quelle che sono le classiche strutture rock subiscano un processo d’astrazione che le rende diafane, impalpabili, eppure perfettamente leggibili nella loro nuova forma, quella di un modernissimo folk. L’avanzare lento, evidente sin dall’iniziale I Bastardi grazie anche al violoncello di Macarena Montesinos, crea una dimensione particolare che invita all’abbandono nonostante, a uno sguardo più distaccato, le atmosfere siano tutt’altro che rilassanti; ma siamo in un territorio liminale, fra il sonno e la veglia, che altera la coscienza e limita le possibilità di scelta. Ci risvegliano per un attimo  le dure parole recitate di Ade, che riecheggiano gli Starfuckers di Infrantumi, ma i silenzi interpuntati dal piano preparato di Francesco Mariano in Technological Slavery ci riportano allo stato iniziale. Tocca poi alla tromba di Paolo Bedini (Bobby Beausoleil And The Lucifer’s Rising e Your Sleep/My Wild Side, titolo quanto mai significativo) e alla chitarra di Pablo Orza nell’anomalo blues B-ray Vibes, associarsi agli strumenti già presenti e ai field recordings per completare un lavoro che capace di creare un inedito spazio di pensiero non razionale, dove il sogno e l’intuizione assumono valore assoluto. Dopo il primo assaggio da Ranter’s Groove si attenevano conferme: con Musica Per Camaleonti si va decisamente oltre.

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