since 1997, our two cents on indie/punk/post/electronica and more...

Raccoo-oo-oon – Behold Secret Kingdom (Release The Bats, 2007)

Qualche nota per cominciare, i Raccoo-oo-oon provengono da Iowa City, Iowa, USA. Raccoon invece è il procione, l’orsetto lavatore americano, e sul sito del gruppo se ne vedono in fotografia i resti sbudellati da qualche predatore. Una foto cinica ma che rende l’idea dei personaggi in questione, che a vederli mi sembrano dei giovani freak fusi un pò dementi e dalle facce simpatiche, poi non so, tutto questo si basa sul fatto di aver visto un paio di foto in rete. Il disco, primo ufficiale dopo una serie di cdr e cassette ed una ristampa sempre su Release The Bats, si muove su coordinate apparentemente indefinite ma allo stesso tempo facilmente riconoscibili. Il suono è un krautrock tra Can (Malcolm Mooney e Damo Suzuki ringraziano) e Amon Düül II rinvigorito da bordate chitarristiche ai limiti dello stoner, qualcosa di neanche troppo lontano, per arrivare a tempi relativamente recenti, dai Boredoms. Ma potemmo anche dire tipo Animal Collective, ma molto più pesanti, o come i Black Dice ma più concisi e rock. Il tutto condito da ritmiche tribali, elettronica povera fuori controllo, rumorismi assortiti, voce effettata, distorta, riempita di eco, riverbero, delay, eccetera eccetera, a cui va aggiunta una buona dose di improvvisazione, o forse sarebbe meglio dire casualità. Anche se i nostri amici procioni non inventano nulla di nuovo – ma chi ne è ancora capace in fondo? – l'ascolto di Behold Secret Kingdom prende, cattura. Sarà quel tocco di psichedelia cupa e ossessiva che attraversa in lungo e in largo il disco, sarà che i momenti maggiormente free sono limitati e il gruppo sembra non perdersi in sbrodolamenti onanistici quanto piuttosto badare al sodo, vedi il minutaggio dei brani mediamente contenuto (si viaggia sui cinque minuti di media) e certe impennate stoner rock. Sarà che dopo un certo numero di ascolti ci ho fatto l'abitudine, ma devo dire che per le mie orecchie c'è un certo gusto nella costruzione di questi otto brani, c'è una visione, perlomeno, o per dirla alla Julian Cope, c'è una certa dose di Luce e Verità, o meglio, è un bel viaggio. Soprattutto sarà, infine, che appena sento odore di kraut(i) a me viene appetito, in particolare ora verso il mezzogiorno, ma per quanto mi riguarda questo disco è decisamente buono. Consigliato, anche lontano dai pasti.

Tagged under: , , , , , ,

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Back to top