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Psss Psss Psss – S/T (Pezzente Produzioni, 2008)

Il gruppo in questione (è un gruppo?) ha suonato quest'anno al Tago fest ma me lo sono perso, in realtà più che un gruppo credo che sia Malagnino (boss e gran capo della Pezzente produzioni) che a modo suo dirige un manipolo di musicisti che varia a seconda dell'occasione e delle necessità. In quest'occasione, fra i vari musicisti che si nascondono dietro al nome Psss Psss Psss, non posso fare a meno di notare Pino Montecalvo dei Bz Bz Ueu che qualcuno ricorderà per un mini cd prodotto da Wallace e che io invece voglio ricordare per essere uno dei pochi gruppi che faceva free jazz-core quando in Italia non esistevano gli Zu, il loro cd si trovava nelle distro punk dei centri sociali e esistevano ancora le mezze stagioni. Dicevamo che si tratta di musica creata sul momento e con una direzione semplice ma a suo modo efficace, un buon ensemble per un lavoro che seppur molto semplice si fa ascoltare. Spesso le strutture si giocano su parti suonate a loop che si intersecano bene dando forma a canzoni freak vagamente jezzeuse e sviluppate su semplici melodie: musica da freakketoni? Certamente senor, pur non trattandosi di psichedelia infatti la produzione e l'impianto minimale delle tracce danno un sapore vagamente vintage che rende il prodotto sincere, un po' come diceva quel tipo del vino novello (che detto da un astemio suona come una presa per il culo). Dopo vari ascolti mi convinco sempre di più che ci sia un'atmosfera piuttosto retrò e tribale (!!!) anche se in modo soft, l'inghippo si spiega facilmente visto che le ritmiche semplici e spesso giocate con vari strati di oggetti e suonate collettivamente fanno sempre quel primitivo/afro che è diventato patrimonio di molta musica dei Settanta. Non immaginatevi nulla neppure lontanamente paragonabile agli Art Ensemble Of Chicago e nemmeno a Fela Kuti, però se riduceste tutto davvero agli elementi basilari, un vago respiro dei pezzi più semplificabili di entrambi i nomi menzionati ci potrebbe pure essere. Semplice, povero e forse da sviluppare, ma più che dignitoso e molto fruibile, dato che è anche molto melodico. In molti momenti sembra una bella jam collettiva di musica jazz popolare.

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