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Protected By The Local Mafia – S/T (Autoprodotto, 2008)

Nel variegato e spietato panorama genovese fa piacere vedere emergere, tra gli altri, anche questi ragazzi (con un nome da cui prendere le distanze, almeno in fase di recensione), un gruppo tra i venticinque e i trenta appassionato di quel Dischord sound che, da Soulside a Fugazi, ha reso integerrime ai vizi intere generazioni di debosciati che avrebbero potuto trovare la buona (o cattiva) strada. I tre pezzi sono strutturati e schizzati di sovraccarichi elettrici tipicamente Washigtoniani mentre la voce, che ve lo dico a fare, è tra Guy Picciotto e una miriade di epigoni dei Margin Walkers Golden Age. Ultimamente preferisco il silenzio al celeberrimo cantato dogmatico che, come una maledizione, permette, tollera e nasconde da sempre moltissima mediocrità soprattutto di idee più che di capacità musicali. Ed è un peccato, perchè i Protected By The Local Mafia sanno suonare, calcando il pedale di quell'emotività armonica che veste sempre elegante, ma purtroppo non si evolve mai e poi mai. Diciamo che questo è il punto di partenza, ma zelanti e in buona fede, vogliamo credere anche che sia solo un trampolino per ben altri lidi. In fondo, il genere è già di per sè in bilico tra rock americano, post e quella vena cantautoriale D.I.Y. che ultimamente imperversa come un virus. Scegliere la propria strada insomma. Come sempre, coraggiosamente e fino in fondo.

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