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Pivot Quartet – Emissions (Chmafu Nocords, 2012)

Regala sempre belle sorprese l’etichetta austriaca Chmafu Nocords, senza mai fissarsi su un genere o una formula predefinita ma sempre attenta alle proposte meno convenzionali. I Pivot Quartet ad esempio, sono un ensemble austro-tedesco messosi insieme dopo un festival di musica improvvisata a Colonia nel 2009, ma formato da gente da tempo nel giro, garanzia di qualità e voglia di fare.
Come suggerisce il nome, si tratta di un quartetto, sulla carta anche abbastanza convenzionale con batteria, chitarra, ance e voce, ma bastano pochi secondi d’ascolto per capire che il risultato convenzionale non lo è affatto. A spiccare è la voce puramente fonetica di Bettina Wenzel, a tutti gli effetti il quarto strumento del gruppo. Per darvi un’idea, potremmo dire che si pone a metà strada fra un soprano e le acrobazie del Demetrio Stratos più folle; per tutti gli otto brani non darà alcun punto di riferimento, riversando cascate di vocalizzi, intonando melodie sfuggenti, duettando col sax. A supporto, l’oscuro lavoro della chitarra e l’espressiva batteria di Josef Klamer tessono sghembe strutture free, non disdegnando di incarnarsi, di tanto in tanto, in un funk destrutturato ma non privo di groove, che può ricordare i nostri Starfuckers. Il risultato è un album ottimo, di musica complessa e vivace, il cui unico difetto è l’eccessiva lunghezza: la formula è vincente ma non particolarmente varia e la durata di quasi un’ora può risultare eccessiva. Tuttavia, se arrivate alla fine, sarete premiati dall’ascolto di Dow Jones, il pezzo migliore della raccolta.

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