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Phoenix Bodies – Too Much Informations (Shove/Init, 2007)

Altro pezzo della tornata di uscite nuove della Shove con il botto, giusto per farmi ancora rodere il fegato di non averli visti e a quanto dice il buon Bisa (aka Larva) dal vivo fanno la loro porca figura. Non mi risulta molto difficile crederlo visto che questa raccolta di inediti e non, corredata di DVD, fotografa un gruppo con un tiro invidiabile. Qualcuno un bel po' di anni fa l'avrebbe inserito sotto "ultracore" o "power violence" o Dio solo sa come, ad ogni modo quel limbo dove fluttuavano Charles Bronson, End Of The Line, Manumission, Locust (anche se a loro veniva fin da subito affibbiato il termine grind) e compagnia bella, l'unica sostanziale differenza sta che il suono è più che mai moderno e che gruppi come loro o gli Orchid hanno testi e qualche barlume di melodia (l'Orchid di commiato anche più di qualche barlume) che fanno la differenza. I Phoenix Bodies a quanto pare sono piuttosto quotati e non mi stupisce visto che vanno giù che è un piacere, riff matematici eseguiti in modo meccanico che si interpongono a folate sparate a chiodo dove Chaos Is Me più che il titolo di un disco diventa un "modus essendi". Ci sono delle stranezze qua e là che fanno venire in mente la Vermiform e tutto il suo circo di mostri a partire dagli Universal Order of Armageddon (grandiosi), in pratica il gruppo dell'Indiana va a trecento km orari ma lo fa in modo "dissonante". Per caso vuol dire che il metallaro che è dentro di voi è fuori target? Ma no, tranquilli: antiruggine sulla cintura borchiata della vostra sorellina emula della Lavigne e via verso i primi anni delle superiori ("te gusteria eehh?… vecio!?"), comunque citano fra le influenze anche i Forcefedglass (ci militava qualche membro dei Converge) e quindi a metallume superfast si sta bene. Di questa accozzaglia di riff e canzoni al massacro fanno anche parte una serie di live e di demo che lasciano ben pochi dubbi sul fatto che i Phoenix Bodies fossero già degli animali anche ai loro albori. Riguardo al DVD, non preoccupatevi, nulla di artistico o con pretese del genere, infatti si compone di due live (il primo dei quali splendido) e di un'intervista al gruppo, ora il primo dei due live è il classico concerto americano assiepato di gente che salta e casca addosso al gruppo mentre il cantante ed il batterista, nudi, dimostrano che se a Woodstock la gente si rotolava supinamente nel fango ci sarà anche stata una ragione. L'intervista ai Phoenix Bodies invece regala un gruppo di dementi che continua a dire cazzate a ripetizione mentre uno di loro, non pago del livello trash del dialogo, facendo finta di nulla si tira fuori il "piparuolo" dalla patta dei pantaloni. Grandi…anzi, con le parole del vecchio Sam McPheeters "En garde… cocksucker!".

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