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Penelope Sulla Luna – Enjoy The Little Things (I Dischi Del Minollo, 2011)

Ultimi giorni del 2011 e ascolto un lavoro fatto di suoni che si adattano a raccordare il passato col futuro.
L’EP di cui parlo è stato registrato in presa diretta all’Igloo Audio Factory (che ha già visto al lavoro Giardini Di Mirò e Gazebo Penguins) quest’estate dai quattro membri che danno vita alla band formatasi da cinque anni. Nonostante un pò di cambi di formazione che hanno rallentato non poco la loro attività, i Penelope Sulla Luna hanno sfornato un album tre anni fa – My Little Empire – che, non solo è stato abbondantemente promosso durante un’intensa attività live, ma ha ricevuto ottime recensioni in patria e all’estero (da brava esterofila noto e riporto con piacere questo tipo di informazioni). Enjoy The Little Things, invece, precede di qualche mese l’uscita della nuova fatica dei quattro e propone pochi, ma sentitissimi, pezzi strumentali che molto probabilmente da Fnac (evviva la pubblicità occulta… altro che i poliziotteschi anni ’70 coi loro J&B) inquadrerebbero nella categoria post rock. I Mogwai più caldi, i God Is An Astronaut meno prolissi, i 65 Days Of Static meno elettronici. Giusto per dare un’idea di quello che fa sperare che la primavera (quando uscirà l’album numero due) arrivi presto e che, nel frattempo, canta, anzi, suona, un inverno languido e malinconico – I Read Lullabies -, ma anche fiero e rigido – To Kill You In Your Sleep -. Si sa che la luna è spazio e significato di sogni e poesia, mi domando, mentre ascolto questi racconti – o “raccolta di istantanee” come le definisce la band – ben congegnati e ispiranti, se la scelta del nome Penelope è da riferirsi alla nobile moglie di Ulisse dalla pazienza e amore incrollabili. Quattro pezzi dalla costruzione melodica molto ben calibrata alla faccia di chi dice che il post rock ormai è morto. I Penelope Sulla Luna sono vivi (e lottano insieme a noi). Eccome.

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