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Panser – S/T (Autoprodotto, 2010)

Che immenso piacere sentire che la Norvegia non è solo croci rovesciate e salame d’alce affumicato. I Panser (Oslo) balzano direttamente alla metà degli anni ottanta, quando gli adolescenti più pericolosi erano tutti bay area centrici e sognavano San Francisco esattamente quanto i fricchettoni sessantottottini. Sto parlando della baldanzosa arroganza dei mid-tempo, della chitarra agricola dalla paletta adunca come il becco di un rapace, dell'armonia primitiva e magnifica che ha reso Ride The Lightning uno dei dieci album più importanti degli anni ottanta.
Lo dimostra il fatto che, giusto ieri, compariva su ebay una t-shirt originale dell'omonimo tour del 1985 battuta per la modica cifra di milleduecento dollari. Per giunta bucata. Evidentemente è il nuovo antiquariato. A cercar le pulci verrebbe da dire che il thrash, per definizione, richiederebbe maggiore estensione vocale di quanto non proposto in questo esordio: la voce dei Panser infatti preferisce rimanere ben protetta dietro la linea di fuoco delle chitarre. Comunque resta un disco interessante e ben prodotto. Ancora una volta volgiamo lo sguardo lassù dove la mitologia ci è stata raccontata da storie di sangue e fiamme. La Norvegia è un luogo sempre affascinante e mitologico, inutile negarlo.

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