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Palumbo/Tommasini – The Hunting Dog Of Bootes The Hersman (Chew-Z, 2010)

Questo disco è quello che si suol dire una gran bella sorpresa, immagino che qualcuno di voi dirà che era anche auspicabile visto chi ci suona sopra, ma per me non era così scontata come cosa. Oltre a Tommasini e Palumbo (Larsen e (r)), Evor Ameisie, Paul Beauchamp (Black Cave Salamander) e vari ospiti fra cui Marco Milanesio, Andrew Liles, Johnny Cakes, ma resta che i titolari del progetto sono i due citati nel titolo della recensione.
Perché si tratta di una bella sorpresa? Perché seppur molte cose di Palumbo siano sempre su un ottimo livello, spesso mi colpivano fino ad un certo punto, de gustibus, resta che questo lavoro ha quel qualcosa che invece non trovavo in altri lavori che lo coinvolgevano. Seppur alcuni suoni di tastiera di Ameisie non mi esaltino e molte cose siano sempre molto spinte fino al confine col kitsch, in realtà l'equilibrio e l'ispirazione di cui è carico questo disco bilancia tutto in tracce che al di là dell'ottima registrazione, dell'esecuzione e della costruzione, regalano momenti davvero belli. Un pezzo come Trattato Sulla Natura Delle Stelle Per Voce Ed Harmonium ad esempio fra cantato recitato in stile documentario e apertura lirica, rischia parecchio l'azzardo ed invece proprio per questo finisce per trionfare dove molti altri si arenerebbero, ma ripeto l'atmosfera è davvero notevole. Si tratta di un disco molto particolare: romantico, fra venature dark, rock, wave e quasi classiche… malinconia grattuggiata su tutto ed un gusto che porta Palumbo, Tommasini e soci sempre in quel limbo post-industrial, post-dark dove giocano Current 93, Nurse With Wound e famiglia pasticciando con i generi le categorie e i deliri di chi suona nella linea d'ombra dell' "in the shadow of the sun" (e mi scuso per questa citazione da caciottaro pseudo-intellettuale). Un disco molto sopra le righe, in cui i remix risultano interessanti ma il grosso del lavoro è fatto dai protagonisti e nulla da dire. Tirate fuori cerone bianco e la foto di Marc Almond, è arrivato il tempo di attraversare la depressione dell'inv(f)erno.

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