Ovo/Rocchetti – Split 7″ (Wallace/Holiday, 2009)

Più che di “clash of the titans” parlerei di “riunione di condominio” visto che Rocchetti si è trovato non solo ad uscire su Bar La Muerte ed a collaborare a più riprese con Dorella e la Pedretti, ma anche per il fatto che a quanto riporta il nostro parrucchiere delle stelle, i nostri eroi in quel di Berlino (che giova ricordare che: “Berlin l’è semper Berlin”) condividevano pure lo stesso appartamento. Lasciataci alla spalle questa intro da Novella 2000 andiamo al sodo di questo 7” e visto l’aggettivo (Ovo… sodo… cazzo, ne so più di Gino Bramieri) partiamo dagli Ovo che qui ci lasciano due outtake del loro ultimo CD.
La registrazione fatta al Seizures Palace fa sempre la sua porca figura e ci troviamo con una traccia lenta a pesante dove la Pedretti canta in modo lamentoso, quasi epico, anche se sempre secondo i suoi standard interpretativi, quindi nulla di pacchiano stile metal. La seconda traccia risulta la più incisiva e lascia un frammento lancinante pesantissimo con voce quasi grind, pochi secondi di pesantezza da primi Swans e poco sviluppo della canzone, in pratica un abbozzo piantato secco fra i denti. Due tracce buone ma comunque non ai livelli del loro ultimo lavoro su Load che ad oggi rimane il meglio che il duo dread-full abbia partorito. Sul suo lato di vinile ritroviamo un Rocchetti meno melodico e più sperimentale, più simile ad alcuni suoi vecchi lavori piuttosto che alle tracce del suo ultimo cd su Die Schachtel. Rocchetti in melodia rende molto e live resta uno dei performer elettronici che meritano di essere visti, ma quando si abbandona a questo tipo di sperimentazione sembra ancora di più che metta in campo il suo meglio. Gioca alle spalle della voce femminile che usa come canto delle sirene in mezzo ad un pastiche da dj elettro-acustico-concreto (credo che usi i suoi beneamati “piatti”: puntina e dischi come sorgenti), zero effetto sulla voce e quel senso di performance colta che fa molto musica contemporanea, tre note di melodia ed anche quando la voce lascia il campo l’atmosfera è assicurata. Asciutto, squadrato, scarno, messo a fuoco, difficile: Rocchetti come lo ricordavate in A Work Called Kitano che per alcuni significa “al meglio”.

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