Orval Carlos Sibelius – Super Forma (Clapping Music, 2013)

Si dice che dei dischi non bisognerebbe mai parlarne in forma personale, ma quando in qualche modo si rimane coinvolti, mi sembra un percorso obbligato scriverne in questo modo. Trovo importante e forse fondamentale ascoltare i dischi in tutte le possibili occasioni, per riuscire a cogliere al meglio le diverse sfaccettature che possono nascondere. Partendo così dall’ascolto in cuffia, passando a quello seduto in poltrona o mentre si sistemano gli altri dischi sparsi per casa, per finire con l’ascolto da automobile. Ed è proprio in macchina che un bambino di quattro anni (nel caso specifico mio figlio), mi chiede se il disco che stavamo ascoltando era dei Beatles.
Partendo dal presupposto che mio figlio non andrà in televisione a “bravo bravissimo” (anche perchè senza più Mike B. non avrebbe senso) e visto anche il fatto che non è un bambino prodigio e dio me ne scampi. Semplicemente vivendo in casa con me, volente o nolente, si deve sorbire ore di musica in tutte le salse possibili. Tutte queste inutili parole per dire che in fondo aveva ragione e che Orval è probabilmente cresciuto a pane e fab four. E se solo mio figlio avesse ascoltato i Super Furry Animals nei tempi d’oro, avrebbe citato anche loro.
Purtroppo però Orval non regge il confronto, ma in un paio di occasioni riesce a confezionare brani interessanti. Ci sono tutte le caratteristiche tipiche dei quattro di Liverpool, partendo dalle voci filtrate agli strumenti panpottati solo su un canale e batterie essenziali leggermente distorte. Le linee melodiche e le sue variazioni sono quelle tipiche di quegli anni, se poi ci aggiungete piccoli inserti di delay, echo, reverse, non si puà sbagliare… Un disco di pop-rock-psichedelico, costruito con gusto e capacità tecniche, ma forse un po’ fuori tempo massimo, a meno che non siate amanti del genere e sostenitori del fatto che la musica non invecchia mai…ma a quel punto anddate ad ascoltarvi i Flaming Lips che loro non sbagliano mai!

 

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