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Obsil – Vicino (Psychonavigation, 2011)

Esce per l'etichetta inglese Psychonavigation questo Vicino di Giulio Aldinucci, in arte Obsil, il terzo disco dopo un paio usciti negli anni addietro per la romana Disasters By Choice. Con una musica che sta tra la classica/contemporanea melodica e il field recording, Vicino è composto e registrato in modo davvero notevole, ha una grafica di qualità: si vede che non è stato lasciato niente di intentato pur di confezionare un lavoro di buon livello.
Ma veniamo alla musica: qui è tutto un roteare di campanellini, xilofoni, piano, archi, fiati e tutta una serie di field recordings, a formare un paesaggio sognante ed estatico che mi ricorda alcune uscite della giapponese Plop di qualche anno fa. Il paragone col giappone tra il contemporaneo e il field recording in effetti non è campato in aria, anche grazie all'estrema perizia nelle composizioni e nella registrazione: la tensione sonora sale e poi lascia spazio a trame più rilassate, a comporre un disco decisamente riuscito e maturo.

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