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Nimh/Mauthausen Orchestra – From Unalthy Places (Silentes, 2009)

Cari piccoli drughi, se recentemente avete scoperto che Maurizio Bianchi suonava la musica dei vostri eroi del rumore ancora prima che molti di loro nascessero, è giunto il momento di riprendere il libro di storia ed andare a cercare una bella postilla dove si specifica che Pierpaolo Zoppo, in arte Mauthausen Orchestra, era lì a “macinar rumore” in contemporanea e gli americani di certi giri lo sanno per bene tant’è che è un “musicista” di culto. Ora, se proprio vogliamo andare nelle disquisizioni teoriche sui due vecchi titani, se Bianchi già ai tempi di Endometrio ha sempre avuto un appeal decisamente più cerebrale e “intellettuale”, Zoppo era già harsh-noise e power fra i denti come Whitehouse e Merzbow, anche se leggermente meno rifinito.
Fatte le dovute premesse, in realtà questo non è un disco di Mathausen Orchestra, ma bensì una collaborazione con Giuseppe Verticchio, in arte Nimh, una sorta di rielaborazione di vecchie tape di Zoppo che risalgono agli anni ’80, dove il risultato varia ma solo parzialmente. Il disco si divide in tre movimenti uno più scuro dell’altro, di base si tratta di suite drone-harsh-noise in cui il rumore rimane congelato su dei livelli medi e viene fatto crescere ad arte dal musicista romano, l’effetto globale come era auspicabile è in sospensione fra il noise di estrazione industriale e la dark ambient più plumbea; la copertina nera è degna di un film dell’orrore o di un disco black metal e completa l’incubo. Per quanto la mano di Nimh si senta molto, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo e l’estensione delle tracce, non si tratta di uno di quei rework dove il suono originale viene “ammazzato”, infatti il taglio di Zoppo c’è e si sente: “seven day and seven night… brave man run… sonic death!!”

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