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Neurosis – Honor Found In Decay (Neurot, 2012)

Pur portando sempre un compito rispetto verso la band, avevo ormai smesso di seguire i Neurosis da un po’ di tempo. Dopo oltre un ventennio infatti continuo a sostenere che il climax artistico sia ancora fermo a quel Souls At Zero che tanto rivoluzionò e dilatò il pensiero musicale dei primissimi anni novanta. Tra progetti solisti, one way trip e viaggi siderali, il dogma dell’apocalisse si è evoluto fino ad oggi più o meno quanto la saga di Alien, ossia rispettando dogmi incrollabili che non potranno mai deludere adepti o neofiti. Come si presentano quindi i Neurosis nel 2012? Siamo ancora spettatori di una immensa distesa desertica che, dopo un primo rarefatto immobilismo inizia ad oscurarsi di nubi dense e nere fino alla rappresentazione del (solito) cataclisma di elementi. Questa è certamente la prima impressione che si manifesta all’ascoltatore, gli strati inferiori introdurranno infatti all’interno dell’inconscio spostandosi attraverso le gallerie di H.R.Giger per portare alla luce suggestioni che non sempre giovano all’equilibrio mentale dello stato di veglia. La musica dei Neurosis è quindi eterna quanto l’uomo (!!!) e lo accompagnerà fino alla fine. Che sia oggi o domani non mi pare particolarmente rilevante. Di fatto è già finita.


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