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Nembrot – S/T (Officine Frog ,2008)

Io e l'ordine non siamo mai stati i migliori amici e purtroppo, pur cercando disperatamente di metterci una toppa, crescendo la cosa non fa che peggiorare, per quanto continui a ripetermi che "il kaos è tipico delle persone creative" (cazzata su cui quelli come me hanno edificato fior fior di auto-giustificazioni): a conferma di ciò, credevo di aver postato questa recensione parecchi mesi fa quando i Nembrot mi avevano fatto arrivare questo demo. Per fortuna non tutto il male vien per nuocere ed è accaduto che i Nembrot li abbia anche visti in azione ed abbia focalizzato meglio alcune delle impressioni che avevo avuto ascoltando questo CDr.
Si tratta di un trio a due chitarre e batteria che sporadicamente usa la voce: uno dei primi inevitabili accostamenti che mi sono venuti in mente è quello ai Sonic Youth prima maniera, quindi non quelli della forma canzone ma quelli dei tappeti di chitarre tagliati dalla batteria, e quest'ultima è una delle migliori caratteristiche del gruppo, infatti il "batterismo" è quello che spinge il gruppo altrove; invece di ricordare Steve Shelly direi che fra lamiere, pelli e metalli assortiti ci si potrebbe trovare fra Chris Cutler ed Einsurzende Neubauten quando non erano ancora dei dandy del cazzo da conversazione al DAMS. Per quanto la registrazione non renda al meglio le qualità strumentali del gruppo e pur non essendo completamente convinto dal cantato, si tratta della classica materia grezza da cui si potrebbe tirare fuori un gran bel gruppo, anche perchè se è vero che il contesto culturale è quello che influenza in modo determinante la crescita degli individui, è più facile pensare che l'aura mefitica con la quale saranno cresciuti questi ragazzi non sia poi così distante da quella della No New York delle pere di James Chance. Tracce lunghe, ambientazioni fra feedback più o meno controllati, tappeti inframezzati da ritmiche tenute su pelli e lamiere e atmosfere fra il cupo ed il desolante. Ripeto, si tratta ancora di materia che va raffinandosi, ma lavorando di fino le carte ci sono tutte ed è triste constatare che questa sarebbe la migliore pubblicità progresso sulla periferia di Napoli, al di là di tutti i sensazionalismi di Gomorra (che resta un film più che decente), che per ora ha ottenuto come unico effetto di allontanare i turisti dalla città del Maschio Angioino.

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