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Nedry – In A Dim Light (Monotreme, 2012)

Si dice che nel Regno Unito si stia evolvendo una nuova scena musicale tutta dedita a sonorità che, fino a poco tempo fa, avremmo definito trip-hop. Ebbene, tra i maggiori esponenti di questa ipnotica tendenza ci sono i Nedry, trio che ha base a Londra – formato anche da una giapponese e, guarda caso, un bristoliano – e che è giunto al secondo lavoro dopo una nutrita serie di ep e remix. Tra il materiale più ipnotico di Bjork e una giusta dose di dub, i Nedry creano una musica chill affascinante, capace di essere completamente adeguata sia messa negli indie club storici che suonata live nella line up del Sonar di Bercellona.
Mi colpisce la versatilità vocale di Ayu Okakita, cantante che mi ricorda con piacere Tracy Thorn degli Everything But the Girl, sempre leggera e appoggiata perfettamente sia su pezzi più morbidi – I Would rather Explode – che serrati e angoscianti – sopra a tutti, la splendida TMA – (non per niente viene citato dai tre David Lynch come riferimento tra le fonti di ispirazione. E si è detto tutto…). Ci sono tracce, come il singolo Violaceae, sfacciatamente figlie di un’epoca in cui i Massive Attack erano padroni quasi incontrastati del Bristol Sound e proposte più vicine ad una cultura dance – Havana Nights o la strumentale Land Leviathan -. N.d.R., i Nedry fanno parte della scuderia della Monotreme, etichetta inglese indipendente che proprio quest’anno compie dieci anni, insieme a 65 Days Of Static, Jeniferever e M+A, interessante e molto giovane duo nostrano. Mica niente. Bene, bravi, bis!

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