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MSMiroslaw – Organes De La Voix, Chants Funėbres Pour AHYHW (Trasponsonic, 2018)

Il legame di Mirko Santoru/MSMiroslaw  con la Sardegna, la sua terra, va ben oltre la semplice esistenza fisica del musicista: proprio la musica è il mezzo utilizzato per penetrare gli strati più profondi dell’isola – siano essi spaziali o temporali – indagando e annodando i legami fra passato e presente. Con questo EP il campo si allarga paradossalmente inserendo dei paletti: la voce è l’unica fonte sonora, alterata solo dagli effetti e dall’acustica dei luoghi che hanno ospitato la registrazione (i nuraghi di Borore) e la post-produzione (la grotta di Nasprias): ne esce un disco di musica post-industriale (più di un punto di contatto si può trovare con The Secret Barbarous Names di Nordvargr, che parte da premesse simili) dove alle rumorose strutture di fondo si sovrappongono voci, se non intellegibili, almeno sempre riconoscibili come tali. Quello di Organes De La Voix è un viaggio che parte dal profondo di noi stessi e conduce all’esterno, portando con s’è le nostre più profonde fobie per dar loro forma e, forse, esorcizzarle. Come in uno studio di fonetica sperimentale ogni brano è intitolato col nome di un organo dell’apparato fonatorio, fatta eccezione per le prime due tracce: Amygdale, l’amigdala, area del cervello che gestisce le emozioni e in particolare la paura, inevitabilmente inquietante e spettrale, e Oesophage, l’esofago, luogo dove le angosce si manifestano. Da qui inizia la risalita, fra senso di catarsi e ricadute, che assume molteplici forme man mano che percorre il cavo orale: invocazione (Laryngo-Pharynx e Cordes Vocales), mantra polifonico (Cavité Nasale), oscura litania (Glotte, Epiglotte E Langue). Il suono/voce, per quanto ostico, non appare poi così alieno, ancorandosi ad un subconscio memore di epoche passate, così l’effetto sull’ascoltatore è di straniante trasporto, come se ci muovessimo in stato di semi-incoscienza; non si giunge a una redenzione, d’altronde dubito fosse quello l’obiettivo, quanto piuttosto alla conoscenza di una spiritualità indissolubilmente legata al concreto, al tangibile. Molti altri sono i ragionamenti che si potrebbero fare su un lavoro del genere, ad esempio approfondendo il rapporto di continuità fra spirito, corpo e luoghi, o analizzando il passaggio senza soluzione di continuità fra natura e cultura, ma sono suggestioni che è giusto lasciare alla sensibilità di ogni ascoltatore: Organes De La Voix apre molte porte, ad ognuno la scelta di quali attraversare.

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