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Molestia Auricularum – Dissolvi (Dokuro, 2017)

Avevo un ricordo lontano di Molestia Auricularum (nome dietro cui si nasconde Federico Trimeri, bassista degli Storm{o}) risalente a un leggendario festival in quel di Piacenza di alcune estati fa ed era un ricordo che ben si adattava alla ragione sociale scelta. Sarà il tempo passato che altera la memoria, sarà che gli anni cambiano le cose, fatto sta che l’ascolto di questa cassetta mi consegna un progetto piuttosto diverso: non che si sia passati a comporre musica per balletti ma certo questi brani sono lontani dal rumore duro e puro, preferendo situazioni più complesse che inglobano noise, drone e campioni occhieggianti addirittura alla melodia. Dissolvi è un’opera organica con elementi strutturali (loop spezzati, melodie alterate) che ritornano spesso ma in contesti sempre nuovi, conferendo al lavoro solidità e – caso raro – un certo piacere d’ascolto, distante dagli banali tour de force rumoristi. Così fra stridori post-industriali e frequenze lancinanti controbilanciate da melodie lontane fraseggi di piano, emerge B2 (i brani sono tutti senza titolo) che, coi suoi battiti quasi doom e loop orchestrali che rallentano e si accartocciano finché dei suoni originali non rimangono che carcasse, può definirsi il pezzo manifesto del nastro. Non male nemmeno la successiva B3, una specie di rock deforme in salsa post-industriale, mentre il finale è più pacificato e  tende all’ambient, a modo suo (un modo rumoroso, ovviamente) e forse non è un caso che il tutto trovi nel secondo lato il pieno compimento, dopo che sul primo erano state gettate le basi. L’impressione che si ha alla fine è quella di un progetto decisamente a fuoco, capace di far confluire influenze diverse in un unico linguaggio e in cui la molestia è certamente più sottile ma non meno efficace.

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